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Il più alto cantiere d’Europa la costruzione della nuova funivia sul Monte Bianco mostra di foto ad Aosta

nuova funivia monte bianco 04Gru, operai e rifugi
Il cantiere tra le nuvole

Fotografia, architettura e umanità. Sono i tre elementi che si mescolano nella mostra “Il cantiere tra le nuvole”. Cento fotografie che immortalano il cantiere più alto d’Europa, quello per la costruzione della nuova funivia del Monte Bianco. Le foto sono esposte nella saletta di Finaosta, ad Aosta. “Sono in parte di fotografe di professione, Caroline Houal e di Laura Laurenti Garavoglia, ma quasi tutte sono state scattate dagli operai e dai tecnici che lavorano nel cantiere”. A dirlo è Roberto Francesconi, l’amministratore delegato delle Funivie, l’uomo che sta seguendo passo passo l’evoluzione del progetto, da quando era ancora poco più di un sogno. Ma il sogno, giorno dopo giorno, sta diventando realtà. Ed è questo che testimonia la mostra. Le immagini riprendono il cantiere e la sua evoluzione, con gli operai che lavorano fino a 3462 metri di quota di punta Helbronner.

Alcuni scatti ricordano al visitatore quello che c’era, com’erano le funivie storiche, quelle aperte nel 1957. Ci sono anche le piccole scatolette blu, ovvero le cabine da otto posti che fino allo scorso aprile hanno portato turisti e alpinisti nell’ultimo tratto, quello che dal Rifugio Torino arriva fino a Punta Helbronner e c’è anche la foto che testimonia, lo smontaggio. Ora quei pezzi di storia sono finiti a Courmayeur, in mezzo a un’aiuola. L’arrivo del cantiere non poteva passare inosservato. I lavori ci sono e si vedono, nasconderli diventa inutile oltreché impossibile le gru quando le nuvole lo permettono si vedono anche dal centro di Courmayeur. Ed ecco che le Funivie hanno scelto la strada opposta: non nascondere i lavori, ma vedere a tutti, testimoniare passo passo quello che sta accadendo. E’ il senso di questa mostra.

Tra le immagini che più colpiscono c’è la foto della terrazza di Punta Helbronner, o meglio di quel che ne rimane. In piedi solo il lato francese, superato il confine c’è la distruzione, tutto è stato raso al suolo, per far posto al nuovo che sta per arrivare. Non mancano i render, che mostrano come diventeranno le stazioni: vetrate e acciaio saranno i materiali dominanti, con le linee che si impongono per la loro decisione, forme geometriche forti, che richiamano quelle delle montagne. Ma gli scatti probabilmente più toccanti sono altri e sono quelli che trasudano umanità.

Eccoli gli operai. Prima appesi a una gru, oppure intenti a legare ferri da armatura con il vuoto sotto i piedi, con Les Dames Anglaises che li guardano minacciose e ammalianti. Altra parete, foto diversa, stessi operai. Il piatto di pasta in mano o seduti attorno a un tavolo, lontani da casa, lontani da tutto a ben guardare, un mazzo di carte per una breve distrazione prima di andare a dormire. Sempre con il sorriso disegnato sulle labbra, e con la stanchezza che trasuda dagli occhi. Il cronoprogramma prevede la fine dei lavori per il 2015. Nel mentre, ad esclusione dell’ultimo tratto, le funivie rimangono in funzione: si può arrivare solo fino al rifugio Torino. Le nuove stazioni zaranno a Pontal d’Entrèves, al Pavillon e a Punta Helbronner.
CRISTIAN PELLISSIER da lastampa.it

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