Categorie
Inghilterra Londra

Il Palazzo di Wesrminster il Parlamento Inglese in affitto per organizzare feste per trovare soldi per i restauri

Westminster parlamento e big ben 10Le stanze di Westminster finiscono in affitto.
500 sterline per organizzare una festa serale
Il Parlamento britannico ha bisogno di soldi: 75 milioni di euro l’anno per le spese, che però aumentano visto che al Palazzo servono continui restaurei. JP Morgan è stata la prima a prenotare una delle lussuose sale messe in affitto per eventi speciali

LONDRA – Volete festeggiare un compleanno, una laurea o un anniversario di matrimonio in grande stile? Potete prenotare una sala per cenare sotto il Big Ben, dentro il parlamento più antico del mondo. Il palazzo di Westminster, sede della camera dei Comuni e della camera dei Lords, è in affitto: da 1500 a 15 mila sterline per tutta la giornata, a seconda della grandezza della sala richiesta, oppure da 500 a 7 mila sterline soltanto per la sera. Vettovaglie e camerieri dovete portarle voi, ma non avrete mai brindato in un luogo così carico di storia.

Ribattezzarlo “Westminster restaurant” farebbe inorridire i suoi membri, ma il fatto è che il parlamento britannico è a corto di soldi: gli servono 65 milioni di sterline l’anno (circa 75 milioni di euro) per funzionare e le spese aumentano perché, come tante antiche magioni della capitale britannica, cade a pezzi, ha bisogno di continue riparazioni e gli servirebbe addirittura un completo restauro. Tant’è che qualche anno or sono si era parlato di chiuderlo provvisoriamente e trasferire le due camere più gli uffici di deputati e lord in un più moderno palazzo adiacente, magari il Queen Elizabeth Center, il palazzo dei congressi che ospitò tra l’altro Casa Italia durante le Olimpiadi dell’estate 2012, in modo da permettere a carpentieri, elettricisti, falegnami, di rimettere tutto a posto nel più breve tempo possibile. Ma non se n’è fatto niente, perché i parlamentari, comprensibilmente, sono restii a traslocare.

In compenso dal mese scorso, alla ricerca di finanziamenti extra, la “House of Parliament” in riva al Tamigi ha cominciato a offrire alcune delle sue magnifiche stanze in affitto per cene, feste, conferenze. Il listino prezzi contiene possibilità per tutte le tasche. La J. P. Morgan, una delle più grandi banche del mondo, è stata tra i primi clienti. La lista di prenotazioni, secondo indiscrezioni raccolte dal New York Times, è già lunga. Per forza: non c’è forse un palazzo più bello nell’intera Londra. Non a caso qualche turista lo scambia per Buckingham Palace, il palazzo della regina, che al confronto è molto meno fastoso. Chi ha avuto la fortuna di entrarci, e magari di pranzare in uno dei suoi ristoranti con terrazza affacciata al fiume, non può che concordare.

Adesso non è più necessario venire eletti deputati, nominati lord o essere ospiti degli uni o degli altri per provare un’esperienza simile: basta pagare. Del resto proprio una commissione parlamentare ha esortato nei giorni scorsi la regina Elisabetta a fare altrettanto con Buckingham Palace e gli altri suoi castelli, per raccogliere finanziamenti extra per le ingenti spese di manutenzione che lo stato non può più permettersi. E se lo fa Sua Maestà non è disdicevole che lo faccia anche il parlamento. Qualcuno, per di più, dice che è tutta colpa dei parlamentari: un tempo dopo ogni seduta si trasferivano in massa ai bar e ai ristoranti di Westminster, per abbondanti libagioni di cibo e (soprattutto) di alcol. Ma adesso, si lamenta Paul Flynn, un laburista veterano della camera dei Comuni, autore di un ironico libretto di consigli ai deputati novellini, “non beve più nessuno, gli scandali degli ultimi anni su rimborsi spese truccati ed eccessi di stile di vita hanno trasformato i nostri legislatori in monaci astemi”. Così, bar e ristoranti di Westminster restano vuoti, e le loro casse restano senza soldi. Chi vuole prendere il posto di deputati e lord, almeno per una sera, al Westminster restaurant, si faccia avanti. Pagando, s’intende.

ENRICO FRANCESCHINI da repubblica.it

Rispondi