Il Ministro Gnudi intervista sulle conseguenze sul turismo del Terremoto in Emilia

di | Giugno 2, 2012

“Città d’arte e Riviera intatte Non c’è nessun ostacolo all’arrivo dei turisti per l’estate”

Il ministro del Turismo Gnudi ha annunciato una campagna di controinformazione in merito al turismo in Emilia

Un compito difficile attende il bolognese Piero Gnudi, ministro del turismo. Deve ribaltare la catastrofica immagine che in questi giorni viene diffusa, in Italia e nel mondo, dell’intera Emilia Romagna.

Ieri il suo ministero ha diffuso un comunicato usando parole fin troppo gentili per definire il terrorismo mediatico che sta rischiando di mandare all’aria la stagione turistica: «Nella concitazione di queste ore, alcuni organi di informazione e siti web… hanno fatto riferimento ad aree più ampie di quelle realmente interessate dal sisma».

Ministro, che cosa sta succedendo?
«Si sta diffondendo, soprattutto nei Paesi esteri, l’idea che il terremoto abbia riguardato tutta l’Emilia Romagna. Piovono disdette per le vacanze sull’Adriatico».

Quante disdette?
«Non abbiamo ancora numeri precisi, ma continuiamo a ricevere segnalazioni dai Comuni e dagli albergatori della riviera. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò a Rimini per fare il punto».

Contromisure?
«Stiamo partendo con una massiccia campagna di informazione per far capire che, grazie al cielo, il terremoto ha riguardato solo una piccola parte della regione, e che le città d’arte e quelle sulla costa sono assolutamente intatte».

E in che cosa consiste questa campagna, per così dire, di «controinformazione»?
«Abbiamo già fatto intervenire tutte le ambasciate. Perché sui siti ufficiali dei ministeri degli esteri dei Paesi stranieri si parla dell’intera Emilia Romagna colpita dal terremoto».

Non se lo sono inventato, però…
«Eh no. Un po’ sono stati condizionati dai media italiani. Ci sono state troppe esagerazioni. Poi loro, gli stranieri, non hanno ben chiara la distinzione fra i vari Comuni. Pensi che su un sito straniero ho visto confondere Ferrara con Firenze. La Cnn parla genericamente di “Nord” o “Nordest”… C’è troppa approssimazione. Così all’estero si spaventano e disdicono».

Basteranno gli interventi degli ambasciatori?
«Faremo una massiccia campagna pubblicitaria sui media, stranieri ma anche italiani, perché molte disdette arrivano pure dall’Italia. Nel giro di pochissime ore raggiungeremo tutte le testate più importanti».

Ministro, lei è stato nei paesi del terremoto?
«Certo. Due volte. Ho visto scene impressionanti. Ma se vogliamo aiutare davvero la ripresa, è importante che venga data un’informazione puntuale. Che non vuol dire un’informazione che sminuisca. Vuol dire far sapere che la situazione è grave ma limitata, e non riguarda le zone di turismo».

Secondo lei perché noi giornalisti tendiamo spesso a esagerare?
«Si pensa di avere più audience, e nell’immediato è vero che si cattura più pubblico gonfiando le notizie. Ma sono convinto che la gente si stia stancando di un’informazione drogata».

MICHELE BRAMBILLA
INVIATO A MODENA da lastampa.it

Rispondi