Il Magnifico Cratere a Roma al Quirinale

Archeologia, quel vaso che “allarga” il mondo greco ai Balcani.
I contatti tra i Balcani e la civiltà greca non si limitavano alle zone periferiche dell’Ellade, come si credeva finora ma sin dall’età arcaica coinvolgeva anche il “cuore” di quel mondo. Come l’isola di Egina, distante appena 50 chilometri da Atene. La scoperta è emersa col restauro del “Magnifico cratere”, il grande vaso bronzeo del VI secolo a.C. che da sabato prossimo al 6 febbraio 2011 sarà ospitato al Quirinale in una mostra che metterà in esposizione le più importanti manifatture del Museo nazionale di Belgrado. Per anni si era ritenuto che la maggior parte dei reperti in oro e argento trovati nelle tombe principesche di Trebenište (come il cratere) provenisse dall’area di Salonicco. O al più che fosse stata fabbricata sul posto da artigiani provenienti dalla Tessaglia e attivi per qualche tempo alla corte dei principi locali. Niente di tutto questo: gli studi condotti sul cratere hanno infatti svelato che i rapporti fra i Balcani e la Grecia erano diretti. A questa conclusione i tecnici e gli archeologi della Soprintendenza speciale di Roma sono arrivati grazie alle analisi sulla terra di fusione del cratere, in cui sono state trovate tracce di biotite e anfibolo, due minerali molto diffusi sull’isola di Egina. Relativamente alla quale, a conferma che proprio questa fosse la provenienza, numerose attestazioni confermano l’esistenza di officine di lavorazione del bronzo fra i secoli VI e V a.C.

Il Magnifico cratere è una raffinata decorazione ottenuta per fusione ed incisione composta da elementi figurati (gorgoni, cavalieri e cavalli in corsa, cani), geometrici e vegetali. Un’eccezionalità anche per la presenza del treppiede, un unicum nel suo genere. Non diversamente da quanto accadde in Italia nello stesso periodo (vedi il vaso di Eufronio), anche nell’attuale Macedonia la raffinata arte greca influenzò la locale aristocrazia tribale, che giunse a ostentare il proprio status con sepolcri monumentali e suntuosi e a sacrificare alla memoria dei principi sepolti nelle tombe oggetti di altissimo valore: vasi di bronzi, sfarzosi boccali in argento, maschere, sandali d’oro, monili in oro e argento. Proprio come avvenuto nel sito di Trebenište, scoperto causalmente nel 1918 da alcuni soldati bulgari.

“Il personaggio di alto rango sepolto nella tomba nella quale il cratere è stato rinvenuto era certamente un guerriero, a giudicare da alcuni oggetti che dovevano accompagnarlo nell’aldilà – afferma il curatore della mostra e consigliere culturale del presidente della Repubblica, Louis Godart -. Per contestualizzare al meglio il Magnifico Cratere abbiamo deciso quindi di esporre la parte essenziale del corredo militare”. In esposizione ci saranno così anche l’elmo bronzeo decorato da applicazioni in oro raffiguranti due cavalieri, bicchieri in argento di raffinatissima fattura e lamine auree sotto forma di sandalo decorate a sbalzo.

da Ilvelino.it