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Il giubileo della Regina Elisabetta II ed il Derby

Al via i festeggiamenti per Elisabetta
la regina si gode i suoi adorati cavalli
Le celebrazioni per il Giubileo di Diamante partono con il Derby. E la sovrana sembra dimenticare ogni preoccupazione per dedicarsi a una delle sue passioni

LONDRA – Elisabetta, la Regina di Diamante, come ormai la chiamano in tutto il mondo, inizia le celebrazioni dei sessant’anni di regno posando il piede regale sull’erba rasa dell’ippodromo di Epsom: proprio com’era nei suoi desideri. Coincidenza fortunata, ieri si correva il Derby, uno dei migliori al mondo. Quale festa migliore, per un’appassionata di ippica come lei.

I fatti le danno ragione. Migliaia di persone l’aspettano, e mentre il cielo bigio si illumina col tricolore della Union Jack dispiegato dai Red Devils, i parà dell’esercito britannico, compare lei, fra scrosci di applausi. Scende dall’auto reale col soprabito e il cappello blu zaffiro, borsetta nera di vernice al polso, guanti bianchi e sorriso raggiante. Seguita dal consorte Filippo, il duca di Edimburgo, dai figli, i principi Andrea e Edoardo, le nipoti, le principessine Beatrice e Eugenie coi cappelli infiorati, stringe la mano a decine di persone. S’impettisce quando la mezzosoprano Katherine Jenkins intona, in segno di saluto corale, l’inno “Dio salvi la Regina”, poi si accomoda nel palco reale. Ma si vede che ha fretta. La giornata è storica, ed è sua; e lei vuole sciogliere i convenevoli per dedicarsi alla sua passione.

Infatti, eccola poco dopo giù nel paddock, nel recinto dei cavalli. Gli occhi le s’illuminano di allegria quando va a parlottare nelle scuderie con i fantini e gli allenatori dei cavalli. C’è Camelot, il purosangue favorito del Derby, e lei ride di gusto con Aidan O’Brien, l’allenatore del campione. C’è
anche St. Nicolas Abbey, che più tardi vincerà la Coronation Cup, la coppa dell’incoronazione.

Pare quasi che le preoccupazioni del regno l’abbiano abbandonata, ringiovanita, ora che si muove nel suo mondo preferito, fra “cavallari” in tuba e frac, e fantini. Sembra tornata ai tempi in cui la chiamavano Lilibet, la ragazzina spensierata ma sicura di sé di tanti decenni fa. E non importa che nessun cavallo della sua scuderia sia mai riuscito a vincere il Derby dal ’52: una sola volta stava per realizzare il sogno con il purosangue Aureole, poi battuto in dirittura d’arrivo dal rivale Pinza. Ma lei, con fair play, nominò baronetto Gordon Richard, il fantino del vincitore.

E’ soltanto a fine gara che Elisabetta, poggiato il canocchiale, torna a festeggiare con il pubblico: sono state stappate all’ippodromo 20 mila bottiglie di champagne.

Lontano dalle gare, la aspettano altre celebrazioni a Hyde Park, mentre salve di cannone riecheggiano attraverso Londra, Edimburgo, Cardiff e Belfast. Oggi sarà la giornata più spettacolare: Elisabetta veleggerà per ore lungo il Tamigi sull’imbarcazione reale. Il concerto a Buckingham Palace è previsto domani, ed è facile immaginare quante migliaia di persone vorranno ascoltare Sir Paul McCartney. Ma l’inno più solenne verrà intonato martedì nella cattedrale di San Paolo: lì si riunirà l’intera famiglia reale, per ringraziare il Signore per quanto ha dato di glorioso alla nazione in questi sessant’anni.

di PAOLO FILO DELLA TORRE da repubblica.it

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