Categorie
Turchia

Il festival dei Tulipani di Istanbul

A Istanbul per il festival dei tulipani
La magia di colori che sboccia nei parchi invita a una visita primaverile della città

Ad aprile Istanbul si risveglia in un caleidoscopio di colori che portano la primavera nei parchi cittadini. Dalle tinte calde e accese del rosso, del giallo e dell’arancione alle eteree sfumature azzurre, rosa e violacee, fino ai contrasti del bianco e del nero, i tulipani sbocciano a milioni per il festival dedicato al fiore che appassiona la Turchia da cinquecento anni e che in questa stagione offre un motivo in più per visitare la capitale degli imperi.

In programma dal 7 aprile, l’International Istanbul Tulip Festival celebra per il settimo anno consecutivo il fiore simbolo della Turchia, raffigurato in molte opere d’arte già durante il periodo ottomano e il cui nome deriva proprio dalla parola turca tulbend, che significa “turbante”. Era del Tulipano è poi il nome di un momento storico – tra il 1718 e il 1730 – caratterizzato dalla pace e dal fiorire delle arti sotto il regno del Sultano Ahmed III. In quest’epoca i tulipani erano presenti nelle arti applicate, nel folclore e nella vita quotidiana: i tessuti e i ricami realizzati a mano, i tappeti, le maioliche e le miniature riportavano disegni o figure del fiore, mentre i grandi giardini di tulipani intorno al Corno d’Oro erano frequentati dalla gente dell’alta società.

Oggi quelle atmosfere tornano a vivere, alla portata di tutti, grazie al festival, per cui milioni di tulipani provenienti dai dintorni di Istanbul sono stati piantati, nei mesi scorsi, nei parchi della città. Il parco di Emirgan si trasforma così in paradiso sul Bosforo, ma anche le altre aree verdi disseminate nell’antica Costantinopoli – Gülhane, Yıldız, Soğanlı Bitkiler, Beykoz, Göztepe Gül Bahçesi, Büyük Çamlıca, Küçük Çamlıca, Fethipaşa e Hidiv Çubuklu – offrono uno spettacolo variopinto che vale la pena di ammirare. Il programma del festival, inoltre, propone anche concerti, corsi di tecnica ebru con artisti locali, mostre fotografiche e pittoriche per intrattenere i sempre più numerosi visitatori, insieme alla possibilità di acquistare i bulbi di numerose varietà di tulipani turchi da piantare al ritorno dal viaggio.

Il tour dei parchi ben si abbina a una passeggiata che porta a scoprire le opere secolari dell’impero Ottomano e di quello Bizantino, in una città che unisce Europa e Asia, chiese, sinagoghe e moschee. Il punto di partenza è piazza Sultanahmet, il cuore della penisola storica. Qui, uno di fronte all’altro, si affacciano la Moschea Blu e la maestosa basilica di Santa Sofia. La chiesa, voluta dall’imperatore Giustiniano, custodisce gli esempi più belli di mosaici bizantini, creati tra il IX e il XII secolo e portati alla luce dopo che la basilica divenne museo. Luogo di culto cristiano, passò ad essere centro di preghiera dell’Islam durante il periodo degli Ottomani, che nel cortile della chiesa fecero realizzare i loro mausolei.

La moschea di Sultan Ahmet, chiamata Moschea Blu per il colore delle sensazionali piastrelle in ceramica turchese (oltre 20mila) inserite nelle pareti e nella cupola, è un altro dei simboli di Istanbul. Si tratta dell’unica moschea al mondo ad avere sei minareti, superata in questo dalla moschea della Ka’ba, alla Mecca, che ne vanta sette. Dalla moschea si intravede già l’Ippodromo, cui lavorarono centomila operai durante l’impero di Costantino. L’unica parte giunta intatta ai nostri giorni è la punta sud, che già da sola lascia tuttavia intuire le dimensioni monumentali della struttura. Sopravvissuti al tempo sono invece i tre monumenti eretti per i tifosi: l’obelisco di Teodosio Dikiltas, la Colonna Serpentina e la Colonna Intrecciata, attorno a cui giravano i giocatori con i loro cavalli. Dal periodo bizantino fino al periodo ottomano l’Ippodromo è stato la piazza dove si organizzavano i festival e le manifestazioni per il divertimento del popolo, una serie di spettacoli meticolosamente descritti nelle miniature ottomane. Sempre sulla piazza merita una visita anche la Cisterna di  Yerebatan, un affascinante mondo sotterraneo di 140×70 metri con 336 colonne alte nove metri, dai capitelli decorati in stile ionico e corinzio. Costruita sotto il regno di Giustiniano I, riusciva a soddisfare il bisogno di acqua della città sopperendo all’insufficienza di risorse idriche.

Non lontano da piazza Sultanahmet, è imperdibile una visita al Palazzo Topkapı. Situato sul promontorio del Serraglio, uno dei punti più suggestivi di Istanbul da cui poter vedere sia il Bosforo che il Mar di Marmara, era la fastosa dimora sultaniale ottomana, circondata da una cinta di alte mura. Il complesso è una vera e propria città nella città ricca di meraviglie, con cortili, giardini e diversi edifici che richiedono un’intera giornata per essere ammirati. Se non si ha molto tempo a disposizione, dopo una passeggiata nel parco per raggiungere l’ingresso si può puntare sull’Harem e sulla Sala del Tesoro, dove sono conservati troni in oro massiccio e pietre preziose. Nel museo tolgono il fiato un diamante tagliato a goccia da 86 carati e il pugnale del Topkapı, abbellito da grandissimi smeraldi. Le armi antiche sono presenti in molti esemplari, così come le miniature, le calligrafie e le porcellane. Se tra giardini di cedri e un susseguirsi di sale piene di inestimabili tesori imperiali ci si lascia rapire dal bello fino alla sera, il Palazzo svela un’ultima sorpresa: la magia di un tramonto infuocato sul Bosforo.

di Laura Giannoni da ansa.it

Rispondi