Categorie
roma

Il degrado del Pantheon Italia alla fine

Pantheon, la notte appartiene
ai punkabbestia

Alle otto di sera i portici del tempio sono off limits e diventano la casa dei più temuti tra i clochard

Arrivano ogni sera verso le otto, quando ormai è buio, le porte del Pantheon sono chiuse e il flusso di turisti inizia a diradarsi. Arrivano con i loro cani, gli zaini e le bottiglie di vino o di birra. A gruppi di due o tre, appendono la giacca in fondo al portico, il loro attaccapanni, sfilano i cartoni da una stretta fessura tra le colonne corinzie e iniziano a preparare il giaciglio dove trascorreranno la notte.
Il rito si ripete ogni sera da anni e anni ormai. Di notte – e a volte anche di giorno – le estremità laterali del portico sono la loro dimora. E, comunque, sempre l’armadio dove lasciano il necessario per la notte. Nessuno può avvicinarsi.

«So’ de casa qui. Ci aizzano i cani contro, ci lanciano le bottiglie. Non possiamo fare nulla», raccontano i sorveglianti. E non serve a nulla sapere che è il secondo monumento più visitato d’Italia dopo il Colosseo, diecimila turisti al giorno, 4milioni e settecentomila in un anno. O che custodisca le tombe dei pittori Raffaello Sanzio e Annibale Carracci, dell’architetto Baldassarre Peruzzi, del musicista Arcangelo Corelli e dei re d’Italia. Il rito del giaciglio al Pantheon sopravvive a tutto e a tutti.
Preparare una base con i cartoni richiede un po’ di tempo: vanno sistemati con cura per evitare che il freddo e l’umido del prezioso e antico pavimento in marmo si facciano strada. C’è chi ride, chi grida, i cani abbaiano, intanto si beve qualcosa di caldo. Non c’è fretta. I turisti passano, anche se il Pantheon è chiuso sono sempre in tanti quelli che si affacciano la sera a dare uno sguardo al portico, alle possenti colonne corinzie grigie, provenienti dalle cave di Assuan o dalle Terme Neroniane. Osservano con stupore i punkabbestia e i loro giacigli, e vanno via.

È uno dei luoghi più ambiti per i senzatetto, il Pantheon. Si trova al coperto, protetto dall’umido e dalle sorprese: i vigili stazionano nella piazza per buona parte della notte. Non a caso se lo sono aggiudicati i punkabbestia, i più prepotenti fra i clochard, temuti da chi di notte non ha altro che la sua tristezza. Temuti anche da addetti alle pulizie, sorveglianti e vigili, che pattugliano la zona e lasciano fare. Nessuno dice nulla e loro occupano una delle estremità laterali del portico, a volte entrambe.
Sono abbastanza giovani, hanno tra i venti e i quarant’anni, uomini ma anche donne. Si stendono sui cartoni, bevono ancora un po’, si infilano nello zaino, chiudono la cerniera lampo e intorno alle 10, 10 e mezza già dormono della grossa.
Certo, durante la notte può capitare di tutto, la lite, l’ubriaco che sta male di stomaco, un altro che fa pipì. In genere però alle 9 e mezza del mattino, quando il Pantheon riapre e i turisti tornano ad affollare il portico e la basilica interna, loro sono ancora lì. «A volte sì, bisogna chiamarli più volte e far capire loro che devono andare via», raccontano i sorveglianti. A quel punto sono già almeno le dieci del mattino. In teoria il portico dovrebbe essere pronto da tempo.
«Se passo con la macchina mi dicono di fare silenzio. A questo punto se è libero pulisco e se non è libero non pulisco. Hanno il cane, me lo aizzano contro. Non posso nemmeno toccare i cartoni, iniziano subito a strillare come matti», racconta uno degli operatori di turno.
È una storia tutta italiana, ammettono anche i vigili della pattuglia della piazza. «Fa freddo, se loro non desiderano essere collocati altrove non possiamo fare nulla. Abbiamo provato ma sono intervenuti i servizi sociali che hanno detto che non si può. Coattivamente non si può. L’unica cosa è scrivere un’interrogazione al sindaco e vedere se lui vuole fare qualcosa. È uno scempio, ma questa è l’Italia».
Dopo anni di bivacco al Pantheon quante lettere saranno state scritte? E quanto sono servite?

FLAVIA AMABILE da lastampa.it

Rispondi