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Il Crescent di Salerno la mezzaluna Archistar Bofill e le polemiche Vittorio Sgarbi l’ha definito uno spaventoso ministero staliniano

La mezzaluna dell’archistar  che fa litigare Salerno

Un rendering del Crescent: secondo il progetto sarà lungo 280 metri e alto 28
Ambientalisti contro il progetto firmato Bofill sul lungomare
Il sindaco De Luca : si farà.  Ma dai giudici arriva il primo stop

Per il sindaco democratico Vincenzo De Luca il Crescent (in inglese mezzaluna, la forma del progetto) è «il simbolo dell’Italia moderna». Tanto da volerne far parte per l’eternità, esprimendo il desiderio di custodire le sue ceneri proprio lì, tra i lastroni di pietra della mastodontica piazza della libertà, in grado di rivaleggiare per ampiezza con la napoletana piazza Plebiscito. Vittorio Sgarbi l’ha definito «uno spaventoso ministero staliniano». Per gli ambientalisti quel serpentone di cemento lungo 280 metri e alto 28 su uno dei lungomare più suggestivi d’Italia è ormai «il mostro di Salerno». Tanto da costituire un comitato trasversale che ha studiato a lungo tutte le carte, prodotto studi tecnici ed esposti giudiziari e ora ha vinto a sorpresa una prima battaglia, ottenendo dal Consiglio di Stato lo stop ai lavori.

La guerra è destinata a proseguire, ma il pronunciamento, sia pure solo cautelare, sfavorevole a De Luca lascia il segno. I magistrati amministrativi, in attesa di pronunciarsi nel merito del ricorso proposto dall’associazione ambientalista Italia Nostra che si è affiancata al comitato No Crescent, spiegano di aver voluto «evitare che la prosecuzione dei lavori per la realizzazione di un edificio di cospicue dimensioni, in una situazione controversa, produca una trasformazione dello stato dei luoghi difficilmente reversibile e tale da determinare per la collettività un pregiudizio grave e irreparabile». Pregiudizio non solo paesaggistico, ma anche economico, visto che il contratto tra Comune e imprese costruttrici mette a carico della parte pubblica tutti i rischi di intoppi legali sull’affare da 200 milioni di euro.

Il Crescent rappresenta un cardine del ventennale «rinascimento salernitano» all’insegna di una svolta urbanistica voluta da De Luca ingaggiando alcune delle più celebri firme dell’architettura contemporanea internazionale: Zaha Hadid, Jean Nouvel, Santiago Calatrava, David Chipperfield, Oriol Bohigas. La mezzaluna di cemento progettata dal catalano Ricardo Bofil dovrebbe garantire il risanamento dell’ultimo tratto di lungomare, affrancandolo da degrado, spaccio di droga e prostituzione.

Gli ambientalisti hanno contestato il Crescent dal punto di vista urbanistico (chiude una saracinesca tra il centro storico e il mare), paesaggistico (cambia il profilo della città con un impatto fortissimo), economico (il Comune ha speso 10 milioni per acquistare terreni demaniali ma il complesso ospiterà residenze uffici e negozi privati) e amministrativi (i rendering depositati non sarebbero corretti, non c’è mai stato un esplicito parere positivo della soprintendenza). Ma soprattutto si discute l’opportunitá di una colata di 90 mila metri cubi di cemento sull’unica spiaggia di Salerno.

«L’opera si farà di sicuro», De Luca ostenta sicurezza e attacca gli oppositori, che con la loro «irresponsabile e sconcertante iniziativa» ostacolano «chi crea lavoro». Per dire quanto il sindaco, eletto l’anno scorso per il quarto mandato con il 74 per cento di voti, record italiano per i capoluoghi, sia entusiasta del progetto: all’avvio dei lavori organizzava personalmente visite guidate sul cantiere, in cui faceva da Cicerone illustrandone le sorti magnifiche e progressive, dalla «stecca di negozi con Gucci e Prada» al parcheggio vista mare da 700 posti, dal palmeto per creare un «effetto Rio de Janeiro» alla «sirena di acciaio di 50 metri distesa sul molo che butta fuori acqua nebulizzata con effetto arcobaleno». Altro che mostro di Salerno, «verranno da tutto il mondo a vederlo» come un’altra opera che De Luca ha in mente, un grattacielo di 80 metri sul mare a forma di vela da fare invidia a Dubai.

Ma il mito del rinascimento salernitano, rafforzato da performance ambientali di livello europeo, è ora alla prova del Crescent. E non solo al Consiglio di Stato. La Procura indaga da un anno De Luca per abuso di ufficio con l’ex soprintendente Giuseppe Zampino e il direttore del settore opere pubbliche del Comune, Lorenzo Criscuolo. Nata da un esposto del comitato No Crescent, l’inchiesta riguarderebbe gli incarichi assegnati dal Comune al soprintendente nel periodo dell’approvazione del progetto Crescent.

GIUSEPPE SALVAGGIULO da lastampa.it

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