Il Congresso Mondiale BITS del Turismo a Rimini

A Rimini il Congresso Mondiale del Turismo Sociale (In Italia vale 727 Milioni)

Secondo la Borsa del turismo sociale e associato di Viterbo, nel 2009 in Italia 804 mil persone hanno prenotato le vacanze attraverso il circuito del turismo sociale e associato (quello dedicato a giovani, famiglie, anziani e disabili), con una spesa di 727,3 milioni pari al 2,1% dei consumi ‘turistici’ totali nell’anno. Una tipologia di soggiorno che si stima abbia un giro d’affari circa due volte superiore rispetto alle altre strutture, visto che questo tipo di turisti fa in media 2,3 soggiorni. Questo il ‘peso’ di un settore che da domani e fino al 23 settembre si darà appuntamento a Rimini per il Congresso mondiale del Bureau international du tourisme social (Bits).
Il Bits raggruppa circa 140 organizzazioni presenti in circa 40 paesi. Dopo 10 anni riporta in Italia il suo congresso mondiale scegliendo Rimini e la Regione Emilia-Romagna, da anni impegnata in azioni e politiche turistiche per l’aumento del turismo sociale. Nella città romagnola saranno presenti circa 300 delegati provenienti da 35 Paesi. Come primo punto all’ordine del giorno, l’assemblea dovrà decidere il cambiamento del nome: da Bureau a Organizzazione. Anche per questo, secondo il presidente Bits Norberto Tonini, “sarà un congresso storico”. Inoltre, è prevista una nuova composizione del Cda che non sarà più riservata solo ai soci tradizionali (che manterranno i 2/3) ma verrà allargata (per un terzo di posti) alla partecipazione attiva delle autorità locali e regionali.
L’assessore regionale al turismo Maurizio Melucci, intervenuto alla presentazione del congresso, ha sottolineato che per l’Emilia-Romagna “il turismo sociale non può essere considerato un turismo di serie B ma un pezzo importante del core business del turismo del futuro, favorendo anche importanti processi di destagionalizzazione”. E sui buoni vacanza, ha aggiunto: “Sono un’ottima idea che va radicalmente rivista. Da anni in Francia e Svizzera sono attive forme di buoni vacanza che stanno funzionando molto bene. In Francia, ad esempio, nel 2008 sette milioni di francesi hanno usufruito dei buoni vacanza rispetto alle 7000 famiglie (20 mila persone) che ne hanno usufruito in Italia nel 2010″. Ma ha chiarito: “I buoni vacanza debbono essere inseriti nella contrattazione aziendale in forma di benefit. Vanno poi defiscalizzati e deve essere sburocratizzata la procedura. Devono avere la stessa logica dei buoni pasto dove tutti li usano senza sentirsi indigenti. Il governo, e invito il ministro del turismo Brambilla a intervenire, deve rivedere questa idea, che tutti condividiamo, perché i buoni vacanza non possono fare la fine della fallita social card”.

da telesanterno.com

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