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I travel Blogger in Umbria

ARRIVA L’ERA DEI TRAVEL BLOGGER.
SBARCANO IN UMBRIA I GURU DEL WEB

ROMA – Zaino in spalla, scarpe comode, tablet o smartphone. Ma anche, contro tutti gli stereotipi, completo, scarpe griffate e, di nuovo, tablet o smartphone. Sono tanti e diversi, accomunati solo dall’utilizzo di piattaforme per un rapido accesso al web, i travel blogger che affollano alberghi, b&b, camping o spa e hotel di lusso, alla ricerca di percorsi alternativi da proporre a un pubblico di più o meno fedeli lettori sulle pagine dei propri blog. Nato nel 1997 in America, il fenomeno dei narratori di viaggio in Italia è arrivato nel 2001 ma è dal 2008 che ha conosciuto il boom, attirando l’interesse dei blogger internazionali.
Attenzione non da poco, tanto che, da giovedì al 25 aprile, sarà l’Italia – e in particolare l’Umbria – a ospitare la terza edizione di TBU, Travel Bloggers Unite (www.travelbloggersunite.com), appuntamento dell’associazione omonima fondata dall’inglese Oliver Gradwell che, da tre anni, riunisce blogger di tutto il mondo per discutere dello sviluppo (tecnologico e non) del settore. Il tutto alla ricerca di nuove modalità e regole per garantire l’efficienza del «servizio». Teatro di incontri tecnici e professionali – che vedranno anche la partecipazione di Steve McCurry, fotoreporter star della scena internazionale – l’Umbria sarà terreno di gioco in questa edizione del meeting, lasciandosi esplorare dai viaggiatori perché scoprano le sue bellezze e magari inventino nuovi sentieri di viaggio e, di conseguenza, nuovi viaggiatori.
Mosso dalla passione per la scoperta, il travel blogger ama condividere le proprie esperienze, suggerendo mete e tappe, consigli di visita e posti poco noti nei quali fermarsi. Uno strumento utile per chi viaggia ma pure un’azione capace di alterare il peso del mercato, muovendo domanda e offerta. È proprio il peso commerciale a fare la differenza tra la scena italiana e quella europea. Se i viaggiatori italiani privilegiano ancora uno stile prettamente letterario, narrativo appunto, gli europei e soprattutto gli inglesi puntano su una presentazione facile, rapida e di marketing. Questione di consapevolezza: è dalla rete, infatti, che ormai chi viaggia assume la maggior parte delle informazioni in sostituzione dei consigli di agenzia o perfino del tam-tam di amici e conoscenti.
Il consiglio per la metà più in dei prossimi mesi? L’Umbria che, a breve, sarà raccontata da tanti occhi differenti. I motivi non mancano, tra arte, storia e green economy. Basta, anzi basterà, esplorare i travel blog on line per credere.

Valeria Arnaldi da leggo.it

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