I riti Pasquali in Italia

E’ tempo di riti pasquali, di antiche usanze penitenziali che rafforzano l’identità degli abitanti e nello stesso tempo attirano frotte di visitatori e turisti contenti di assistere a rappresentazioni sceniche che si trasmettono nel tempo. Sacre o profane, antiche o moderne in bilico tra tradizione e superstizione, sono oltre tre mila le rappresentazioni dei riti pasquali che si svolgono in tutta Italia. E più scendiamo verso il Sud Italia e le isole, più le sacre rappresentazioni della Settimana Santa si fanno numerose. Qui le confraternite sono ancora vive e operanti e anche se alcune si sono rinnovate nello Statuto, sono puntualmente in prima fila quando si tratta di celebrare i riti della Passione di Cristo.

Si dice che in Puglia il motivo sia che passavano di qui i crociati diretti ai porti da dove salpavano verso le terre da riconquistare, che invece in Basilicata essi siano retaggio delle antiche tradizioni del cristianesimo greco, in Molise sembra che i “Misteri” siano stati per secoli un importante strumento catechetico, quando non esistevano altri mezzi per raggiungere le moltitudini contadine. In Sicilia invece, le tradizioni pasquali risalgono agli antichi riti pagani.

A Sulmona la domenica di Pasqua, come ogni anno, si rinnova uno dei riti più suggestivi, La Madonna che scappa, una celebrazione di origine medievale che si svolge nella scenografica piazza Garibaldi, tra l’acquedotto romano e il Monte Marrone, nel Parco Nazionale della Maiella. Alle 11:30 entrano in piazza le due statue di S. Pietro e S. Giovanni evangelista, gli apostoli che secondo il Vangelo si accorsero per primi della Resurrezione. Le statue si dirigono verso la Chiesa di San Filippo e bussano al portone per annunciare la risurrezione alla Vergine la quale incredula esce, vestita di nero, solo dopo tre annunci. Uscita dalla soglia della chiesa si dirige verso il luogo indicato dai due apostoli, che la seguono un po’ più indietro. Arrivata all’altezza del fontanone, la Madonna scorge il Cristo risorto, si libera dalla veste nera, scopre uno splendente abito verde e corre verso il figlio.

A Firenze la mattina della domenica di Pasqua, i fiorentini si riuniscono in Piazza del Duomo per assistere al tradizionale Scoppio del Carro. Durante la messa di mezzogiorno, nel momento dell’Alleluia, l’Arcivescovo accende un razzo a forma di colomba (che ricorda il fuoco santo creato per mezzo delle antiche pietre). Il razzo viene sparato giù attraverso il filo fino al Carro, imbottito di fuochi di artificio e trainato da buoi bianchi. Lo scoppio assordante dei mortaretti simboleggia la distribuzione a tutta la città del fuoco benedetto. Se la colombina non arrivava al carro si prospettava un cattivo anno per la raccolta. Oggi invece si interpreta come segno di buono o cattivo auspicio per la città.

I fujenti della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, gli incappucciati con il saio bianco e nero a Sorrento, la processione dei Misteri a Procida, la Via Crucis di Somma Vesuviana. In Campania, La Settimana Santa riserva atmosfere popolari, suggestive e ricche di pathos che risalgono ad antiche tradizioni legate alla morte di Cristo. A Sorrento, dopo il corteo degli incappucciati di venerdì all’alba, con tanto di saio bianco seguendo la statua della Madonna che va alla ricerca di Gesù, si prosegue al tramonto con un altro corteo di incappucciati, ma questa volta indossando il saio nero per il ritrovamento da parte di Maria dell’adorato Figlio morto. Una processione itinerante con il coro del Miserere, a luci spente, creando un’atmosfera quasi teatrale, raccomandando di spegnere i telefonini. Dalla penisola sorrentina a quella amalfitana: a Maiori si comincia alle 19 con la messa e alle 21 con una veglia di preghiera. Ad Amalfi i riti della Settimana Santa secondo il rito bizantino, per le comunità ucraina e romena. Diversi gli eventi previsti sempre nel Venerdì Santo nell’avellinese: dalle 20 rappresentazione in costume d’epoca ad Atripalda, con processo del sinedrio e crocifissione; a Calitri la presenza di simulacri rappresentanti i Misteri della Passione portati dai confratelli in abito bianco e in testa una corona di spine.

In Puglia, il mistero dei volti incappucciati, dei suoni, dei lamenti e dei canti religiosi, avvolge le bianche cattedrali, le strette viuzze lastricate, le torri e le fortificazioni. A Bari, la processione dei Misteri, che sfila il Venerdì Santo e che ha il punto di riferimento in due chiese. Le Compagnie dei Misteri delle due chiese erano un tempo in concorrenza per fare la processione più bella, finché un arcivescovo stabilì che le processioni uscissero ad anni alterni. Il Venerdì prima della Domenica delle Palme, processione con la statua della Madonna Addolorata. Nei tempi passati veniva portato in giro anche il crocifisso di Sant’Antonio, per scongiurare guerre, carestie e pestilenze. A Taranto, i riti risalgono a due secoli fa e si compongono di quattro momenti essenziali. I riti più importanti sono il Pellegrinaggio dei confratelli del Carmine (detti perdune = perdoni) col volto coperto e a piedi scalzi, ad alcune chiese della città vecchia e nuova per l’adorazione ai Sepolcri e chiedere il perdono di Dio. Il Venerdì Santo, parte la Processione dei Misteri con otto simulacri.

I contadini di Modica in Sicilia cercano di intuire se il raccolto sarà abbondante o scarso osservando l’abbraccio della Madanna vasa vasa. Il corso Umberto si riempie di fedeli per assistere al tradizionale bacio di mezzogiorno tra la Madonna ed il Cristo Risorto. I due simulacri portati a spalla si cercano per tutto il corso. Sempre l’incontro tra il cristo Risorto e la Madonna Svelata è al centro della Confrontata che si svolge ogni Pasqua a Bagnara Calabra.

L’uso di regalare uova è collegato al significato della Pasqua come la festa della primavera, della fecondità e del rifiorire della natura: l’ uovo è simbolo della vita che si rinnova e auspicio di fecondità. Oggi le uova che vengono regalate sono di cioccolata, ma a Tredozio in provincia di Forlì vengono offerte uova sode con il guscio colorato per partecipare al Palio dell’uovo che nasce dall’antica usanza della battitura delle uova, come rituale propiziatorio alla bella stagione. La sfida si svolge tra due concorrenti che battono le loro uova finché uno non si rompe, ovviamente vince chi con il suo uovo riesce a rompere il guscio dell’altro. Sono inoltre previsti giochi come la famosa pentolaccia e la corsa con l’uovo nel cucchiaio. Il momento più atteso della giornata è la Gara dei Mangiatori di Uova Sode. I concorrenti hanno a disposizione tre minuti per mangiare il maggior numero di uova sode.

A Oliena in provincia di Nuoro nel corso della Settimana di Passione va in scena la Scrocifissione: il Cristo viene tolto dalla Croce dalle pie Donne. Gruppi di uomini e donne vanno alla ricerca del Cristo Risorto facendo tappa in tutte le chiese del Paese per tutta la settimana Santa fino al Sabato quando la statua del cristo viene ritrovata. A Pasqua la processione con la Madonna incontra quella sul figlio risorto.

da televideo.rai.it

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