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I Mondiali di Sci del 2019 ad Are Cortina beffata

Alpine Skiing World Cup in Cortina d'AmpezzoCortina perde i Mondiali di sci 2019
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La rabbia del Comitato: «Ci hanno considerato un Paese inaffidabile». Il presidente di Confindustria Belluno Cappellaro: «Il Veneto macchiato dalla corruzione non ha offerto un bello spettacolo»

VENEZIA – Sogno svanito: il Mondiale di sci del 2019 va agli svedesi di Are, beffata Cortina D’Ampezzo alla sua quarta candidatura. Al meeting della Federazione internazionale di sci, a Barcellona, la doccia gelata che sa di beffa, dopo il riscontro positivo della relazione cortinese tra i delegati internazionali. Non ha quindi sortito l’effetto sperato la presenza in Spagna del sottosegretario Graziano Delrio, del governatore del Veneto Luca Zaia e del presidente del Coni Giovanni Malagò, oltre a quella dell’ex campione azzurro Alberto Tomba. Se ne va quindi un Mondiale che avrebbe portato 100 milioni di euro in opere urbanistiche nella Conca.

Cortina d’Ampezzo ha perso la sfida. «Premiate pressioni diplomatiche, meritavamo di vincere noi». È il commento a caldo del Comitato per i mondiali di sci Cortina 2019 dopo la notizia della scelta della svedese Are. «Hanno prevalso il business e le pressioni diplomatiche indebite», ribadiscono. «Avevamo un progetto che dava spazio alla crescita di un squadra di giovani motivati – ci tiene a sottolineare il Comitato – tutte le autorizzazioni necessarie, il sostegno incondizionato dell’Italia intera, un dossier improntato allo sviluppo ecosostenibile, al rispetto dell’ambiente e al progresso dello Sport. Tutti e soprattutto gli addetti ai lavori, sapevano che meritavamo di vincere».

Due sono le principali ragioni della sconfitta, secondo il Comitato: «La prima è una forte pressione diplomatica e di interessi consolidati che ha introdotto un indebito elemento di squilibrio facendo pendere la bilancia a favore della località svedese». La seconda: «L’ondata di spettacolari azioni giudiziarie che si sono arrivate dall’Italia proprio in concomitanza con la presentazione della candidatura, che ci hanno dipinto agli occhi dei delegati, come un Paese inaffidabile nel quale non è possibile organizzare grandi eventi». Il dossier della candidatura ampezzana esplicitamente abbracciava la filosofia che vede, in un grande evento sportivo, un’occasione di rilancio e sviluppo economico, sociale, e turistico. «La vittoria di Are, che già aveva ottenuto i Mondiali nel 2007 e che non farà altro che riutilizzare strutture e know how preesistenti, sconfessa platealmente questo principio – accusano i cortinesi -. Non hanno voluto dare a Cortina una prospettiva di crescita ma hanno voluto regalare ad Are la possibilità di fare business». E rincarano: «Dalla Fis ci aspettavamo di più e si aspettavano di più le decine di giovani che hanno lavorato con noi per amore dello sci e di uno sport pulito e trasparente. Cortina – concludono – ha saputo raccogliere attorno a sè l’appoggio entusiasta ed incondizionato di ogni livello istituzionale: una dimostrazione di sistema-Paese che raramente l’Italia ha visto e del quale è giusto andare, comunque, orgogliosi».

«Belluno, il Veneto e l’Italia perdono una grande opportunità. In particolare, il nostro territorio vede sfumare una chance di sviluppo economico e di adeguamento infrastrutturale». E’ l’amaro commento di Gian Domenico Cappellero, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti. «Non so quando abbiano influito le questioni di geopolitica dello sport – evidenzia Gian Domenico Cappellaro – e quando invece abbiano inciso gli scandali giudiziari emersi proprio a ridosso della votazione. Di certo, non abbiamo offerto al mondo una bella immagine del Paese, macchiato ancora una volta da pesantissime accuse di corruzione, tra l’altro proprio in Veneto. E’ una pagina vergognosa, che penalizza, anche in questa situazione specifica, i cittadini e le imprese che operano onestamente. Peccato, perché invece l’assegnazione dei mondiali a Cortina d’Ampezzo avrebbe potuto essere l’inizio di un nuovo percorso virtuoso, nonché l’occasione per dimostrare le nostre capacità nella gestione di manifestazioni così importanti. Per la nostra provincia – aggiunge il presidente dell’associazione industriali – questo evento avrebbe potuto garantire non solo una visibilità enorme, ma anche quegli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali che le imprese attendono da anni per essere più competitive sui mercati internazionali». «E’ una sconfitta che fa male – aggiunge Sandro Da Rold, componente della giunta esecutiva di Confindustria Belluno Dolomiti con delega al turismo – perché perdiamo davvero un’occasione, forse unica, per dare un impulso forte a tutto il settore turistico. Spiace perché la nostra associazione, soprattutto negli ultimi mesi, si è impegnata per sostenere la candidatura di Cortina d’Ampezzo, proprio nella convinzione che i mondiali di sci avrebbero avuto una ricaduta positiva su tutto il sistema economico bellunese. Agli organizzatori va comunque un plauso per l’impegno profuso e per la bontà del progetto presentato: se è stata scelta Are non dipende tanto da questioni tecniche, quanto da logiche che fatichiamo a comprendere».

Sconcerto e delusione anche da parte del governatore del Veneto Luca Zaia. «Cortina, con la località migliore, il progetto migliore, i cantieri già aperti, una squadra compatta e coesa, dal Governo, al Coni alla Regione, ha perso per un voto a favore di Are, che ha già avuto i mondiali di sci nel 2007, organizza nel 2015 quelli di sci nordico, e farà nuovamente quelli di sci alpino del 2019». Non si capacita il presidente del Veneto Zaia. «È scandaloso – ha ribadito Zaia – questo non è sport. La Federazione italiana sport invernali prenda atto di questo, perche è chiaro che si tratta di un affronto alla Federazione e agli sportivi italiani. Una decisione incomprensibile – conclude – che ha fatto scendere il gelo nella sala della proclamazione».

Andrea Zucco da corriere.it

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