I ghiacciai eterni si stanno ritirando

I ghiacciai eterni sono in pericolo, la loro estensione si è ridotta del 50%

I ghiacciai eterni delle più grandi catene montuose del mondo, Alpi, Himalaya, Ande, hanno perso in pochissimi anni il 50% della loro estensione. “Un fenomeno che non si può attribuire alle modificazioni del ciclo solare, dato che queste avvengono nell’arco di millenni, mentre queste trasformazioni, provocate dall’uomo e dall’uso dei combustibili fossili, si sono verificate nel giro di 20-30 anni”.

A sottolineare i rischi del fenomeno è Marcelo Sànchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, i cui membri hanno condotto uno studio sugli effetti sul Pianeta del “clima antropico”, prodotto dall’attività dell’uomo.

“Le conseguenze sono inimmaginabili – spiega Sànchez Sorondo in un’intervista che appare in “Mangimi & Alimenti”, la rivista di Assalzoo (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici) -. Basti pensare che l’Himalaya è all’origine di tutti i fiumi dell’Asia. Se i ghiacciai vengono ridotti per l’effetto del riscaldamento globale, i fiumi si prosciugano, anche la qualità dell’acqua peggiora e il suo utilizzo viene meno, perché cresce la salinità dovuta alla prevalenza di acqua marina nei bacini fluviali”.

Il fenomeno sta interessando anche i ghiacciai delle Alpi. Secondo i risultati di una ricerca condotta dall’Università della Savoia negli ultimi 40 anni hanno perso un quarto della loro superficie, passando dai 375 chilometri quadrati dei primi anni Settanta ai 275 chilometri quadrati attuali.

Come riporta il sito della Bbc, i risultati riflettono quelli ottenuti in altri settori dell’arco alpino: la ricerca si basa sui rilevamenti aerei e satellitari e sulle mappe alpine esistenti, oltre che sull’unico studio precedente pubblicato quarant’anni fa nel quadro del progetto World Glacier Inventory.

La ritirata dei ghiacciai non appare tuttavia uniforme in tutto l’arco alpino: le perdite maggiori sono state rilevate nei settori meridionali come i massicci di Belledonne ed Ecrins, dove la diminuzione della superficie è tripla rispetto a quella registrata sul Monte Bianco.

da TISCALI.IT

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