Hvar la Saint Tropez croata

L’antica costa azzurra
Vicina all’Italia, con 2700 ore di sole l’anno, Hvar è una delle isole più belle del mondo. Tra dolce vita e b&b di design, è perfetta per un ultimo tuffo

Mariateresa Montaruli

hvarNuovi investimenti, una rinnovata fiducia in sé e della capacità di proporsi sotto una nuova luce, fanno della Croazia una delle più amate destinazioni turistiche d’Europa.

Complici i prezzi ancora accessibili, le coste immacolate, il mare cristallino e i centri storici gioiello, a partire da Spalato. La preferita è senza dubbio Hvar, l’isola più cool dell’arcipelagoche sfila al largo della Dalmazia centromeridionale, la St-Tropez croata, ormai assurta a buen retiro understated.

Le classifiche internazionali la mettono tra le dieci isole più belle del mondo: clima invidiabile, sole garantito (secondo le statistiche ben oltre 2700 ore l’anno), acqua fantastica. E atmosfere informali con la capacità, forse unica in Croazia, di coniugare la vacanza relax con il divertimento modaiolo, fra bar e discoteche dove si mischiano e sfiorano turisti e celebrities appena sbarcate.

Le spiagge sono solitarie, fondali da urlo, dove si arriva solo a piedi o in barca. Sabbia poca, più che altro scogli o grossi ciottoli. Spiaggette in ghiaia più o meno fine si trovano, a sud, nelle piccole insenature della zona di Zavala, sulla punta di Suc´uraj e sul tratto di costa settentrionale che va da Stari Grad a Jelsa, passando per Vrboska a nord.

Una buona idea è noleggiare una barca e partire alla scoperta della costa: ogni giorno una spiaggia diversa. Questa zona è un paradiso per gli appassionati di nautica, che hanno infinite possibilità di veleggiare fra centinaia di isole e isolette, con splendidi punti di immersione. Fondali spettacolari, grotte, relitti, una ricca flora e fauna sottomarina, da esplorare anche con la guida degli istruttori dei tanti centri sub presenti sull’isola.

Molti spot spettacolari si concentrano nel piccolo arcipelago delle Pakleni, proprio di fronte a Hvar città. Prima di essere scoperta dal turismo internazionale, Hvar viveva di olio d’oliva, vino ed essenza di lavanda. Un profumo che si percepisce, tra costoni e calette, con quello di salvia e rosmarino, in quei 20 minuti di macchina che ci vogliono per attraversarla da Stari Grad, dove si sbarca, a Hvar paese.hvar1

La cittadella d’impronta veneziana, con palazzotti del XIII e XVI secolo intorno a un porticciolo squadrato, è abitata d’inverno da 3000 persone. D’estate riceve un flusso di 30.000 visitatori al giorno. La prima locanda fu aperta nella piazza del paese dalla signora Goja Klicˇinovic´ nel 1561.

Ma lo sviluppo turistico si deve a un medico austriaco, Franz Unger, che nel 1866 scoprì la valenza salutista di questo clima. I vecchi bagni del Lido Bonj, con le cabine e la balaustra in pietra del 1930, sono stati ristrutturati in chiave minimal. Come ogni lounge-beach che si rispetti, offre teli e lettini su un dock di tek, e trattamenti benessere in gazebo tendati. Un altro segnale del suo carattere cosmopolita.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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