Alberghi ad impatto zero per vacanze ecosostenibili

Vacanze sostenibili: le catene alberghiere che impattano meno
Dalle cyclette per autoprodurre energia ai tetti ricoperti di pannelli solari, tutte le soluzioni che i giganti dell’hospitality mettono in campo per risparmiare preziosi kilowatt (e anche diversi euro)

di Marco Cosenza

hotel_ecosostenibili_vacanzeTrovare un agriturismo ecosostenibile o una pensioncina a impatto zero è diventato sempre più frequente, ma cosa accade se al posto di un pugno di stanze (e altrettanti coperti) bisogna soddisfare diverse centinaia di clienti? Per le grandi catene alberghiere trovare soluzioni efficienti ed eco-friendly diventa esponenzialmente più importante perché esponenzialmente maggiore è la possibilità di risparmiare, energia come denaro. Senza contare le ricadute positive sull’immagine di un marchio che fa del green il colore principale sulla propria bandiera.

Un sondaggio interno di NH Hotels ha rivelato infatti che oltre il 90% degli ospiti è interessato a un’offerta alberghiera più rispettosa dell’ambiente, anche se l’80% degli stessi non sarebbe disposto a pagare un costo extra per il soggiorno.

Come colmare questo gap? Trovando soluzioni capaci di abbattere del 20% negli ultimi dodici mesi la produzione di Co2 e rifiuti, oltre al consumo di acqua ed energia. È stato possibile grazie all’installazione di   700 mila lampadine a basso consumo, oltre 4 mila metri quadrati di pannelli solari, limitatori di flusso e impianti di climatizzazione ad alto rendimento in 400 diverse strutture. Il prossimo traguardo prevede ora un’ulteriore riduzione degli sprechi del 15% entro il 2015.

NH però non è l’unico marchio a proporre una collaborazione più attiva tra clienti e gestori in chiave green. Il gruppo InterContinental Hotels Group ha sviluppato un sito interattivo in cui aprire spazi di discussione per rendere sempre più diffusi comportamenti attenti all’ambiente. Una delle sue location poi ha deciso di fare ancora di più: al Crowne Plaza di Copenhagen gli ospiti possono contribuire alla produzione di energia necessaria al soggiorno allenandosi sulle cyclettes della palestra. Per assottigliare il giro vita insieme alle bollette. Grazie al sistema Green Engage proprietari e manager degli hotel possono monitorare costantemente e dettagliatamente i consumi e risparmiare fino al 25% rispetto ai tradizionali costi di gestione (quindi circa 300 milioni di dollari all’anno se spalmati sulle oltre 4 mila proprietà del gruppo).

Nella medesima direzione vanno gli sforzi di Accor, che il 21 aprile ha festeggiato un anno dal lancio del progetto Planet 21. Si tratta di una serie di iniziative tra cui spicca Plant for the Planet, un programma di riforestazione finanziato attraverso il risparmio sui costi di lavanderia. E sulle stesse orme si è mosso anche Marriott, che in Amazzonia ha contribuito attivamente alla conservazione di un milione e mezzo di ettari di foresta pluviale della Riserva Juma, mentre in Asia si è impegnato a proteggere le fonti di acqua dolce a rischio, un problema che affligge 2 miliardi di persone.

Da sempre tra i più sensibili a questo tipo di tematiche non potevano poi mancare all’appello i Paesi del nord Europa. All’interno della campagna Better World, gli scandinavi di Scandic hanno messo online un misuratore che mostra in tempo reale l’impatto delle politiche del gruppo sull’ambiente dal 1996 ad oggi.

Riciclare e riutilizzare è oggi più che mai importante, come testimonia anche l’iniziativa statunitense di Hilton per recuperare alcune componenti dei materassi al fine di impiegarle nel settore edilizio o automobilistico, dalle pavimentazioni ai filtri dell’olio. Perché occorre davvero cambiare marcia se non si vuole rimanere al verde.

da wired.it

Leave a Reply