Albergatori e recensioni online

Recensioni a pagamento, albergatori ricattati dalle agenzie di “falsi turisti”
Offerte agli imprenditori per pacchetti di giudizi “prezzolati” da pubblicare sui siti specializzati per salire nelle posizioni

di Daniela Boresi

hotel_recensioni_internetLa pubblicità è l’anima del commercio. E una eccellente pubblicità aiuta a fare molto di più: crea il caso. Chi non è finito a mangiare in quell’esclusivo locale solo perché il passaparola lo incensava, o meglio i blasonati siti che recensiscono di tutto e di più ne parlavano con enfasi? Un meccanismo elementare, al punto tale che si è trasformato in un discutibile business: “tu dai a me congrua cifra e io ti inondo il web di meraviglie sulla tua attività”.

Il gioco è fatto: una cinquantina di recensioni possono cambiare la rotta. Che ci sia qualcosa di illegale si può discutere. Ma che quanto meno sia un comportamento non etico è evidente. E lo grida l’Ava (Associazione veneziana albergatori) che ha dato fuoco ad una miccia che sta percorrendo tutta Italia (proprio ieri a Torino un caso simile è stato rilanciato dalle agenzie di stampa) e che ha coinvolto anche la Federalberghi nazionale. L’ultima goccia è una lettera arrivata ad un albergatore veneto. «Le scrivo a nome di …., agenzia di consulenza che si occupa di migliorare la posizione di hotel e ristoranti nei siti di recensioni. Abbiamo la possibilità di far crescere la sua attività in classifica con recensioni genuine e scritte da potenziali veri utenti» è scritto nella lettera.

Con solo 5 recensioni positive si sale su siti come TripAdvisor in maniera sostanziale con un immediato aumento dei clienti. Le recensioni hanno un costo di 500 euro l’una con un “pacchetto” minimo di 3 recensioni, il costo scende notevolmente con pacchetti superiori. Ad esempio 10 recensioni costano 3.000 euro. I costi sono una tantum, e le recensioni rimarranno online per sempre…..». «Non è la prima volta che arriva una lettera del genere, alcuni addirittura si sono proposti con la vendita di “Linea cortesia”: compri sapone e ciabattine da camera e in cambio arrivavano buone recensioni su TripAdvisor – denuncia Claudio Scarpa, direttore dell’Ava – E questo apre due fronti: la legalità e pone perplessità su come funzionano siti di recensioni. Si carpisce la buona fede del consumatore». L’Ava ha comunque allargato il tiro, interessando Confturismo nazionale visto che alcune segnalazioni sono arrivate anche dalla Liguria. È poi partita una lettera a tutte le associazioni dei consumatori per chiedere di mettere argine insieme a questa pericolosa deriva. «Nessuna guerra contro nessuno – aggiunge Scarpa – Con TripAdvisor e gli altri siti simili vogliamo aprire un dialogo sereno, alla fine questo comportamento finisce con il recare danno anche a loro. Come chiediamo che venga cancellato in Internet l’anonimato, o almeno che esista una tracciabilità su quanto commentato e scritto».

E se Venezia alza le antenne, Bassano affonda il coltello. E ci pensa Sergio Dussin, stimato ristoratore che sul sito “Italia a Tavola.net” scrive di aver già mosso i legali a seguito di un commento ingiurioso (anonimo), e nel contempo solleva lo scandalo delle recensioni positive a pagamento (500 euro e scrivono che nel ristorante si mangia come in pochi). «Ho fatto una denuncia alla procura per sapere chi ha postato commenti negativi, anonimi e del tutto fuori luogo – sottolinea Dussin – Sono un imprenditore e ho il dovere di salvaguardare gli stipendi dei miei dipendenti e questo malcostume ci sta creando non pochi danni».

E Federalberghi nazionale ha aperto un tavolo di confronto con i maggiori portali internazionali per trovare una piattaforma comune. «Ci stiamo occupando di presidiare il mercato on-line che è in espansione e va aiutato a crescere perché rappresenta una grande opportunità – sottolinea Alessandro Nucara, presidente di Federalberghi nazionale – Ma siamo contro gli abusi, quelli legati all’anonimato. Alcuni portali già lo fanno. La possibilità di truccare le carte si riduce di molto. Lo strumento è potente e interessante, non va demonizzato, ma serve una regola». E che il mercato della recensioni scricchioli lo dice anche un centro studi americano che ha scandagliato il settore. Secondo l’istituto Gartner, infatti, nel 2014 le recensioni “prezzolate” su TripAdvisor saranno tra il 10 e il 14 per cento. «Ed è per questo che aprire un dialogo diventa urgente», commenta Nucara.

da gazzettino.it

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