Hong Kong e il Festival di metà autunno

Le lanterne di Hong Kong

Il Mid-Autumn Festival è una delle feste più suggestive legate al calendario lunare. Migliaia di luci per due settimane vestono a festa i templi e le strade della città, conferendole un’atmosfera magica

di Tiziana Cavallo

hong-kong3Festival di metà autunno. Oppure Festival della torta della luna. Due modi diversi per chiamare lo stesso evento che si svolge a Hong Kong tra la fine di settembre e metà ottobre. Per l’esattezza intorno al quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare, secondo i calcoli del calendario cinese che è differente da quello occidentale. Per circa due settimane, le strade e i templi di Hong Kong, la Grande Mela gialla d’Oriente, si vestono a festa e l’atmosfera è davvero magica.

Soprattutto quando cala il buio e centinaia di lanterne illuminano alcuni luoghi della città. Il secondo nome ‘gastronomico’ del Festival di metà autunno si deve a dei dolci, tanto piccoli quanto consistenti, che hanno la forma della luna piena. Luna che, in questo periodo dell’anno, si offre nella sua più splendida forma nel cielo di Hong Kong e dietro uno degli skyline più famosi e suggestivi al mondo.

Realizzate in prevalenza di pasta di sesamo e loto, ripiene di uovo – sono una ghiottoneria per gli abitanti del luogo che le regalano a amici e parenti – ma decisamente particolari e ipercaloriche, dal gusto forte e deciso. Ne sono piene le pasticcerie e i ristornati le includono nel menu stagionale; nel tempo, la yuek beng – ovvero la torta della luna – ha sortito metamorfosi culinarie e oggi se ne trovano di vari gusti abbinando, come piace ai cinesi, sapori delicati come il mango, il cocco o la papaya a formaggio o, persino, caviale. Esistono anche in versione vegetariana.

L’origine storica di questo festival risale al 1300 quando i cinesi si ribellarono contro i mongoli e la chiamata alle armi fu scritta su pezzi di carta che, arrotolati, vennero inseriti in queste piccole tortine e distribuiti alla popolazione. Pare, inoltre, che il Mid-Autumn Festival sia collegato all’antica favola di Chang O, moglie del Sagittario e dea che vive solitaria sulla luna. La leggenda narra che la donna, dopo aver ingoiato una pillola magica, improvvisamente iniziò a volteggiare in aria verso la luna e ancora oggi, durante le notti di luna piena dell’ottavo mese lunare, pare che continui a danzare in cielo e la sua bellezza provochi uno scintillio argenteo sulla terra.

Oggi il festival è più conosciuto per lo spettacolo che le lanterne, di carta o di seta a forma di animali, barche o macchine, offrono a chi ha voglia di scoprirle. La tradizione locale vuole anche che i bambini in questi giorni dell’anno possano rimanere alzati più a lungo e con i propri genitori vadano in alcune zone della città e accendano la loro personale lanterna di buon auspicio.

Per attrarre i turisti ora l’amministrazione di Hong Kong ha organizzato da qualche anno a questa parte una serie di iniziative che coprono tutta la durata del festival che quest’anno contiene anche la festa nazionale cinese, il primo ottobre.

Giornata di festa, con tanto di fuochi d’artificio nella Victoria Harbour, ovvero la baia che divide l’isola di Hong Kong dai Nuovi Territori, ovvero la terra ferma. E se lo spettacolo delle lanterne a Hong Kong non ha mantenuto un sapore particolarmente antico, per sentire ancora questa atmosfera è possibile recarsi in alcuni villaggi dell’interno, al confine con la Cina, dove ancora oggi vengono costruite con bamboo e carta delle grandi lanterne simili a mongolfiere che vengono rilasciate nel cielo notturno verso la luna che guarda in giù. Pare che questa tradizione fosse collegata a un metodo di segnalazione militare ma la sua vera origine rimane ancora oggi oscura ai più.

Per chi ha la fortuna di trovarsi a Hong Kong in questo periodo ci sono numerose manifestazioni che vale la pena non perdere. Tra queste c’è sicuramente l’installazione di lanterne tematiche sul lungomare di Tsim Sha Tsui davanti al Kowloon Cultural Centre, avendo come sfondo lo skyline dei grattacieli sull’isola. Quest’anno le lanterne sono dedicate agli Asian Games che si svolgeranno proprio a Hong Kong in dicembre.

Un drago dà il benvenuto – sormontato da una scritta che esorta a “ Essere protagonisti della leggenda” – a una sorta di villaggio olimpico in cui sono presenti i nove Paesi partecipanti, ciascuno rappresentato dai propri monumenti più famosi, da personaggi in costumi tradizionali e dal fiore o la pianta più tipica – per Hong Kong ad esempio la bauhinia e per Macao il fior di loro -. Inoltre sono raffigurati, attraverso lanterne di seta, gli sport in cui si sfideranno i partecipanti tra cui windsurf, tennistavolo, bowling e squash. A fare da leit motive le due mascotte dei giochi ovvero Doni e Ami, anch’esse ricostruite come grandi lanterne magiche.                      hong-kong1

Un’altra installazione si trova quest’anno nella zona ovest di Kowloon dove nei prossimi anni sorgerà un grandioso centro culturale tra musei e parchi. Sulla West Promenade, infatti, seppure ben nascosta e difficile da trovare si può assistere all’installazione di lanterne dedicate all’Olanda con mulini, tulipani e enormi conigli illuminati nella notte. Qui arrivano numerose famiglie locali con i bambini che portano con sé la propria personale lanterna, la cui tradizione candela è stata ormai sostituita da moderne e tecnologiche lampadine a batteria.

Durante questo festival non è difficile assistere a feste come il nostro Carnevale ed uno in particolare offre la possibilità di immergersi nell’atmosfera più tradizionale della Cina antica seppure incastonato in mezzo ai grattacieli di Hong Kong. Si tratta del Carnevale del tempio di Sik Sik Yuen Wong Tai Sin che quest’anno era dedicato a celebrare il sessantesimo anniversario della nascita della Repubblica Popolare Cinese. In due giorni alla fine di settembre, in una zona dei Nuovi Territori non distante da Tsim Sha Tsui e dalle sue lanterne, si svolge una sorta di fiera il cui cuore pulsante è la processione al tempio. Molti cinesi si recano al tempio per accendere incensi o farsi leggere i bastoni numerati dall’indovino poco distante.

Una pratica suggestiva che consiste nello scuotere un barattolo ricolmo di bastoncini di legno numerati con lo scopo di farne uscire uno solo e riportare quel numero fortunato all’interpretazione dell’indovino. Non è raro imbattersi in tradizionali danze del drago cinese o in cerimonie religiose. Un altro evento suggestivo è la danza del dragone di Tai Hang che si snoda per le stradine di una particolare zona dell’isola. Tai Hang era anticamente un villaggio che alla fine del 1800 fu infestato da un’epidemia che fece centinaia di morti.

Gli abitanti del luogo decisero di costruire un drago lungo oltre 50 metri e di infuocarlo con bastoncini di incenso per scacciare gli spiriti cattivi. Pare che dopo quel rituale l’epidemia sia finita e da allora si ripete quella cerimonia. Il drago oggi è costruito con erba e legno tenuti insieme da filo di ferro e viene fatto danzare grazie a centinaia di giovani che ne tengono una parte. Il rituale prevede l’accensione e la benedizione di migliaia di bastoni di incenso che vengono conficcati sul lungo dorso e sulla testa del drago mentre due uomini aprono la processione con palle infuocate e rotanti che spargono incenso sul pubblico in segno di buona fortuna.

L’evento si ripete, nelle sere, per tre giorni consecutivi mentre nel vicino Victoria Park si svolge un Carnevale con lanterne e spettacoli per tutti

da LA REPUBBLICA