Hilaire Dumoulin l’uomo che fotografa i Ghiacciai

L’uomo che fotografa i ghiacciai

Un libro e una mostra del fotografo svizzero Hilaire Dumoulin documentano l’agonia dei giganti bianchi del versante nord-occidentale delle Alpi: Aletsch, Rodano, Bossons

Anno dopo anno, le cime delle Alpi sono sempre meno bianche e si colorano lentamente del verde delle boscaglie o del marrone della terra arida. Un’evoluzione impercettibile a occhio nudo, ma costante e irreversibile.

L’uomo che fotografa la fine dei ghiacciai è uno svizzero che da piccolo viveva in una valle con lo sguardo puntato sempre in alto, laddove la montagna sembra toccare il cielo. Arrivato all’età della pensione, Hilaire Dumoulin si è accorto che quei picchi maestosi, sentinelle che custodiscono da secoli leggende e superstizioni per la gente di montagna, stavano scomparendo. “Quando ero piccolo, non c’erano quasi scalatori, passavano pochissimi aerei e i ghiacciai erano un territorio incontaminato, simbolo di una natura sovrana” ricorda Dumoulin che ha passato quattro estati a girare con la sua Pentax per fotografare la riduzione dei ghiacciai delle Alpi.

Nella cultura locale, spiega ancora, le cime bianche delle Alpi sono sempre state una minaccia per gli abitanti delle vallate. Ora, invece, sembrano fragili e destinate all’estinzione per colpa dell’uomo. Mettendo i suoi scatti a confronto con le prime fotografie di metà Ottocento, Dumoulin ha documentato ciò che molte ricerce scientifiche hanno già registrato. In 150 anni, i ghiacciai alpini hanno perso oltre 40% del loro volume d’acqua e si sono ristretti per almeno 50% della loro superficie.

Il fotografo svizzero ha per esempio ripreso i primi scatti d’epoca del ghiacciaio di Aletsch, il più grande delle Alpi. Guardandolo negli scatti attuali si capisce quanto sia stato ridimensionato: ha perso 3,6 chilometri in lunghezza e 16,7 chilometri in superficie. In altre foto si vedono foreste o manti di ortiche laddove c’era un tempo c’era solo il gelo. “In alcuni casi ci possono essere naturali evoluzioni geologiche” spiega Dumoulin. “Ma la responsabilità umana è aver spaventosamente accelerato lo scioglimento dei ghiacciai”. Il lavoro di Dumoulin è diventato un libro (“Glaciers: passé-présent dur Rhone au Mont-Blanc”) e una mostra a Martigny che illustra il fenomeno del riscaldamento climatico. Davanti a certe immagini non c’è più bisogno di commento.

di Anais Ginori da repubblica.it