Hervé Gourdel Il turista francese ucciso dalla Jihad islamica era un’appassionata guida alpina

Herve Gourdel 07Hervé Gourdel, un uomo libero
che amava le montagne
Il francese ucciso dalla Jihad islamica era un’appassionata guida alpina
Aveva esplorato le vette di mezzo mondo, ma era la prima volta che andava in Algeria

Amava le montagne di un amore viscerale, quelle del Midi francese e quelle del Maghreb, l’aspro Atlante marocchino e la Cabilia, fiera terra di berberi che un’altra jihad, quella degli anni’90, provò a spezzare e non riuscì a piegare: Hervé Gourdel, l’ostaggio francese barbaramente ucciso da sedicenti islamici (nessuna religione può tollerare niente di simile), era così, un uomo libero che mai avrebbe immaginato di morire a quel modo.

«Lontano da un ufficio»
Hervé aveva 55 anni, veniva da Nizza, suo padre gli aveva trasmesso la passione per l’altitudine che aveva iniziato a praticare nel Mercantour, il parco delle Alpi Marittime, nel mezzogiorno francese. Per poi diventare guida specializzata: «Il diploma di guida- raccontava- mi ha permesso di guadagnarmi la vita lontano da un ufficio, scalando, sciando, percorrendo un corso d’acqua, parlando della montagna, trasmettendo il mio entusiasmo e le mie conoscenze». Sì, un uomo che amava la vita, come si vede dalle foto sul suo profilo in cui compare sempre sorridente e dinamico. E la sua famiglia, la moglie Francoise e il figlio Erwan.
Amara Algeria
Dalla sua terra, dove nel 1987 aveva fondato un centro di guide alpine, aveva poi iniziato ad esplorare le montagne di tutte il mondo, dall’Himalaya alla Giordania, fino al Marocco, dove da vent’anni organizzava stage di scalata. Quindi l’Algeria, non era mai stato nella bellissima Cabilia, dove si era recato con un gruppo di amici una decina di giorni fa. «Voleva esplorarla, per portarci poi la sua famiglia o dei clienti, non vedeva l’ora di scoprire quelle montagne» dicono gli amici. Poi lunedì, alla vita libera e appassionata di Hervé si è frapposto l’orrore.

di Matteo Cruccu da corriere.it

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