Grecia addio alle vacanze extra per i dipendenti al pc per lavoro

Atene, addio vacanze extra per gli statali che usano il pc
Il ministro delle riforme Kyriakos Mitsotakis, alla vigilia dell’ennesima ispezione della Troika,  cancella la legge che garantiva sei giorni di ferie in più a chi passava almeno cinque ore al giorno al computer. “E’ come se avessimo assunto cinquemila persone nel pubblico impiego”

di ETTORE LIVINI

grecia_scandalo_turismoLa guerra santa della Troika contro i (presunti) privilegi dei dipendenti pubblici greci fa una nuova vittima eccellente: il bonus di sei giorni di vacanza extra garantito da una legge del 1989 a tutti gli statali che utilizzavano un computer al lavoro per almeno cinque ore al giorno.

“Si tratta di un provvedimento che appartiene a un’altra era – ha detto il ministro delle riforme Kyriakos Mitsotakis -. Oggi siamo in crisi e non possiamo permetterci più anacronismi di questo tipo”. Il sindacato del pubblico impiego Adedy ha già preannunciato ricorso in tribunale: “Le normative europee parlano chiaro – ha detto il segretario generale Ermolaos Kasses -. Dopo due ore davanti a un video, ogni lavoratore ha diritto a 15 minuti di pausa. E visto che è impossibile farlo in pratica, è stato deciso con un accordo all’epoca di compattare questo diritto nei sei giorni di vacanza”.

Il blitz di Mitsotakis ha il sapore di una sorta di benvenuto alla missione della Troika attesa nei prossimi giorni ad Atene per l’ennesimo check-up allo stato di salute delle finanze elleniche in vista dello sblocco di un’altra tranche di aiuti da un miliardo di euro.

Il bonus pc è solo una dei tanti anacronismi – per dirla con Mitsotakis – finiti da tempo nel mirino di Ue, Bce e Fmi impegnati in una radicale revisione del welfare di Atene. Dal 2009 ad oggi le pensioni sono state tagliate in media del 20% e sono saltate diverse ambigue conquiste come il bonus per chi si presentava in orario al lavoro, la pensione gratis a 40 anni per le figlie zitelle di dipendenti pubblici (quasi 700 euro che andavano a 35mila persone) o i 700 euro garantiti a vita dal 1937 a chi rimaneva al vertice delle organizzazioni sindacali per più di dodici anni.

“L’addio alle vacanze gratis in cambio dell’uso del pc è un piccolo ma significativo passo verso un Paese più sano, è come se avessimo assunto 5mila persone in più” ha detto Mitsotakis. Nel mirino adesso ci sono voci del welfare come, secondo il sito Keep Talking Greece, i sei giorni di riposo garantiti a chi dona sangue.

La verità è che il pubblico impiego è uno dei punti dolenti delle riforme elleniche. I tagli agli stipendi (-25-30%) e ai privilegi non bastano ancora alla Troika che ha chiesto di mettere in mobilità entro fine anno almeno 25mila dipendenti statali, compresi – altro motivo di polemica – i medagliati olimpici cui per meriti sportivi era stato garantito il posto. I lavoratori interessati da questo provvedimento riceveranno l’80% dello stipendio per otto mesi. Poi, se non troveranno un altro posto all’interno del sistema statale, saranno licenziati.

Piove sul bagnato in un Paese dove la disoccupazione, causa austerity, viaggia al 27% (al 57% quella giovanile) e dove la straordinaria stagione turistica del 2013 (+17% gli arrivi) è bastata appena per far rivedere in meglio al -3,9% il calo del Pil di quest’anno. In questi giorni ad Atene – mentre il premier Antonis Samaras è in viaggio a Bruxelles – sono in sciopero gli insegnanti, interessati dalla cura dimagrante della pubblica istruzione. Da domani si uniranno alla protesta i lavoratori della nettezza urbana e i medici, mentre venerdì incorceranno le braccia gli avvocati, pronti a scendere in piazza contro la liberalizzazione del settore.

da repubblica.it

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