Grecia anche il turismo in picchiata

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Migliaia di prenotazioni cancellate dopo le proteste e le violenze di piazza, nonostante i prezzi al ribasso. Il comparto, che costituisce il 20 per cento del pil ellenico, perderà nel 2010 il 7-9 per cento

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Grecia, annus horribilis. Anche sul fronte turismo, uno dei comparti da sempre risorsa economica primaria per il Paese, attraversato dalla gravissima crisi finanziaria che sta sconvolgendo i mercati mondiali. Cancellazioni a raffica, da parte soprattutto dell’utenza straniera, soprattutto dopo l’esplosione della violenza, con dimostrazioni, scioperi, esplosioni e bombe, anche nelle ultime ore. Secondo le ultime stime, le entrate alla voce turismo, che rappresenta il 20 per cento del Pil greco, caleranno, quest’anno di una quota compresa tra il 7 e il 9 per cento.

Un comitato di crisi. Ammettendo “annullamenti massicci delle prenotazioni” in tutto il Paese, il governo ellenico ha presentato oggi un programma di contromisure. Il portavoce Giorgio Petalotis ha reso noto che è stato creato un Comitato di crisi per far fronte alla situazione che rischia di minare uno dei settori chiave dell’economia greca.

Nei giorni scorsi l’Associazione degli albergatori ateniesi aveva denunciato oltre 17.000 annullamenti solo per la capitale, dopo le dimostrazioni e scioperi contro il piano di austerity. Solo il principale albergo ateniese, il Grande Bretagne, registra 100 annullamenti al giorno. Il governo ha accusato l’estrema sinistra e in particolare il Partito comunista di minare la credibilità del Paese e di provocare danni miliardari al turismo. In particolare veniva criticata la dimostrazione in cima all’Acropoli che aveva invitato gli europei a “sollevarsi” e il blocco delle attività turistiche nel porto del Pireo. Il rilancio del turismo turco in Grecia è anche al centro delle discussioni ad Atene fra la delegazione di ministri e uomini d’affari turchi al seguito del premier Recep Tayyim Erdogan in visita ufficiale.

Prezzi stracciati, entrate in calo. E anche prima dei recenti tumulti, il comparto turistico del Paese ellenico aveva segnato saldi negativi anche per il turismo: alla fine dell’anno la flessione potrebbe essere del 7-9 per cento. “Assisteremo a una grossa flessione nelle entrate perchè i prezzi sono ribassati – ha affermato Andreas Andreadis, che guida la Hellenic Hotel Federation ed è vice presidente dell’Associazione delle imprese turistiche della Grecia.  Già il 2009 fu un anno nero per il settore, con un calo degli introiti di circa il 10% per colpa della crisi finanziaria internazionale, dell’euro forte e della concorrenza di altre destinazioni più economiche.

A tali fattori si aggiungono, ora timori di nuovi scioperi e violenze di piazza contro le misure di austerity deliberate dal governo greco, che hanno inciso finora sulle prenotazioni. Allo scopo di compensare il calo del booking gli operatori abbassano i prezzi ma, come un serpente che si morde la coda, le offerte promozionali avranno l’effetto di ridurre le entrate globali.