Giro d’Italia 2013 e turismo

di | Maggio 11, 2013

Biciclette in mostra e turismo a due ruote aspettando il Giro
Longarone, con l’esposizione dedicata alla storia del pedale presentato il progetto di sviluppo “Bike tourism”

di Michele Giacomel

giro_italia_turismo“Biciclette nel tempo” e piste ciclabili. La storia del ciclismo e della bicicletta, e la volontà di farne una risorsa per il territorio, nel segno del Giro d’Italia ormai in arrivo. Ieri sera il municipio di Longarone ha visto entrambi gli aspetti, con l’inaugurazione della mostra di alcuni pezzi storici del Museo della bicicletta di Cesiomaggiore e stampe d’epoca della collezione Salce, e la presentazione del progetto Bike tourism, nato con l’obiettivo di incentivare il cicloturismo sui tracciati tra Austria e Bellunese. L’iniziativa nasce nell’ambito del programma comunitario Interreg, dalla collaborazione tra la Provincia di Belluno, l’Alta Pusteria, i sette Comuni di Asiago, l’Osttirol, e il consorzio Dolomiti. Il progetto in cantiere è di ampio respiro, e coinvolge territorio, operatori turistici, comunità e servizi.

«Il cicloturismo si sta modificando rapidamente», ha spiegato il dirigente provinciale Luigino Tonus, «sta andando verso tragitti e periodi di permanenza sul territorio lunghi, che arrivano anche alla settimana. Il progetto Bike tourism nasce dall’esigenza di dare una risposta alla crescente domanda turistica nel settore. L’idea è di realizzare la Lunga via delle Dolomiti: collegare in un unico tracciato le piste ciclabili che da Lienz e Dobbiaco portano a Cortina e attraversano il Cadore fino a Calalzo con gli itinerari ciclistici che da Pieve di Cadore, scendono a Castellavazzo e Ponte nelle Alpi, e da qui a Belluno e Feltre fino alla Valsugana, o all’Altopiano di Asiago. Per questo stiamo lavorando ad alcuni interventi per la messa in sicurezza dei tracciati, e per la posa di una segnaletica direzionale per i ciclisti».

Ma il progetto Bike tourism non è solo infrastrutturale: coinvolge tutto il settore. «Abbiamo preparato il materiale per sostenere questo tipo di turismo», ha continuato Tonus, «a cominciare da una carta cicloturistica della Lunga via delle Dolomiti, con tutte le informazioni necessarie per i ciclisti: dalla lunghezza alla difficoltà dei tracciati. E stiamo lavorando a dei collegamenti, a Ponte nelle Alpi, per allacciare questo tracciato ciclabile con quello che scende a Vittorio Veneto e arriva fino a Venezia».

«Per dare forza a questo progetto era necessario unire in un’unica formula tutti gli operatori di settore», ha aggiunto Sabrina Boldrin, del consorzio Dolomiti, «per questo abbiamo costituito il club di prodotto Dolomites bike club, che raccoglie 120 operatori turistici sparsi lungo tutto il tracciato della Lunga via, 59 solo in provincia. Le strutture ricettive o di ristorazione sono state divise in categorie qualitative, per assicurare massima trasparenza e uniformità di servizio ai turisti. Il tutto è a disposizione in un catalogo cartaceo distribuito sul territorio e promosso in tutta Europa, tradotto in tre lingue per raggiungere un pubblico internazionale».

da corrierealpi.gelocal.it

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