Ginevra festa della Escalade

Ginevra con l’Escalade

Ginevra: l’Escalade, la pentola di cioccolato e il Seicento ritrovato

“Qu’ainsi périssent les ennemis de la République”. Con questo motto in tutte le case dei ginevrini il più anziano e il più giovane rompono la marmitta di cioccolato, dolce tradizionale della festa dell’Escalade (la scalata).

Dal 1926 la Compagnia del 1602 organizza ogni anno le festività per commemorare l’Escalade, ovvero la provvidenziale conservazione dell’indipendenza ginevrina avvenuta durante la notte tra l’11 e il 12 dicembre 1602. A tal fine la Compagnia ricrea durante tre giorni l’ambiente che doveva esserci all’inizio del XVII secolo nella Città Vecchia e attorno alla Cattedrale di Saint Pierre. Le manifestazioni iniziano venerdì 10 e terminano domenica 12 dicembre in serata con una spettacolare sfilata storica. Il grande corteo conta più di ottocento partecipanti e sessanta cavalli. Per cinque volte si raggruppa attorno al suo conducente che invita gli abitanti e i visitatori a ricordarsi di quella notte memorabile che permise ai ginevrini di ottenere una pace duratura. Nella Città Vecchia l’atmosfera è antica e la pietra fredda dei palazzi delle vecchie famiglie ginevrine è sottolineata dalla luce delle torce per le strade e dal rumore ormai dimenticato degli zoccoli dei cavalli. Il vino caldo e speziato è un conforto contro il freddo e le finte schioppettate dei figuranti seicenteschi risvegliano dal torpore.  Qualche entusiasta ha persino caricato a salve dei piccoli cannoni.

Nella notte tra l’11 e il 12 dicembre del 1602 Carlo Emanuele I, Duca di Savoia, cerca di occupare Ginevra con un nutrito gruppo di mercenari. Vuole cogliere le fortificazioni della città di sorpresa per annientare questo rifugio di riformati ed elevare Ginevra al rango di capitale dei suoi domini. Poco dopo mezzanotte l’armata savoiarda con circa duemila uomini ben armati sostano a Plainpalais alle porte della città.  Un gruppo di circa duecento mercenari con delle scale a incastro riesce a oltrepassare le mura lungo l’attuale Rue de la Corraterie e ad entrare nella città. Una sentinella s’accorge dell’assalto e con un colpo di archibugio dà l’allarme e il grosso delle truppe non riesce a entrare. 54 assalitori e 18 ginevrini perdono la vita durante il tentativo di espugnare la città fortificata, una cifra irrisoria se paragonata alle grandi battaglie del passato. Tuttavia, il 12 dicembre sarà per sempre una data storica per i ginevrini. I cimeli di questa impresa si trovano al Musée d’Art et d’Histoire (in Rue Charles Galland, 2 – aperto tutti i giorni 10.00 – 18.00 tranne il lunedì). La ricorrenza dell’Escalade è ancor oggi una festa molto sentita e coinvolge anche la comunità straniera così numerosa nella città di Calvino. Il 40% della popolazione residente non ha la cittadinanza svizzera.

Con il fallimento dell’Escalade Ginevra riesce a mantenere la propria autonomia e la libertà di essere un luogo di rifugio per i riformati di tutta Europa. Quest’eredità suscita ancora passione e impegno da parte della cittadinanza. Ginevra è diventata con il tempo la ville de refuge per eccellenza in cui lo spirito umanitario, d’incontro e di pace ha trovato una concreta realizzazione.

Dove soggiornare e dove cenare per questo evento? L’Hotel Mon Repos in Rue de Lausanne è un comodo pied-à-terre e si puo’ approfittare durante il week-end di ottime offerte. La Brasserie de l’Hôtel de Ville è al n. 39 della Grand-Rue nel cuore della Città Vecchia e poco distante da Rue des Granges, dove si trova la casa della famiglia materna di Cavour. Un pesante velluto rosso all’ingresso mantiene il freddo al di fuori ogni volta che si apre la porta di vetro. Le pareti della sala da pranzo sono completamente ricoperte da cornici con scene della Ginevra antica. La specialità del ristorante è la fondue au fromage che impregna con il suo profumo non solo il locale della brasserie ma anche la strada.

Michele Caracciolo di Brienza da lastampa.it

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