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Gianluca Nicoletti e il mistero dlle mutande smarrite alla Metropolitana di New York

no_pants_day_2013_metro_mutande2Il mistero delle migliaia di mutande smarrite nella metropolitana

Da un’ analisi dell’azienda che gestisce la metro di New York ben 1696  mutande giacciono nel magazzino degli oggetti smarriti dai passseggeri

Chi viaggia molto in metropolitana controlli sempre bene il proprio abbigliamento una volta uscito dalla stazione. Ne va della propria decenza, dal momento che uno degli oggetti che è più facile smarrire in metro sarebbero le mutande.
Sembra veramente difficile, soprattutto per i maschi, ma le statistiche parlano chiaro, questo è il dato più imbarazzante emerso un’analisi compiuta dall’ MTA di new York, che sarebbe la società adibita al trasporto metropolitano. Da quando riferisce Rebecca  Greenfield su FastCompany , sarebbero  proprio mutande d’ogni tipo ad apparire  tra le tipologie più rilevanti di reperti abbandonati sui sedili. Le mutande perdute spiccano quindi tra la moltitudine di oggetti di tutti i tipi,  che nel tempo sono stati smarriti dai cinque milioni di persone che ogni giorno transiterebbero per le metropolitane della Grande Mela.
Gli oggetti sono meticolosamente classificati in un ufficio sotto alla stazione della 34th Street, dall’analisi i numeri degli smudandamenti subway sono impressionanti: ben 1696 capi d’ abbigliamento intimo dispersi lungo i convogli.
La ricerca non approfondisce sufficientemente il dato per poter stabilire con maggiore precisione lo stato d’ uso dei capi di biancheria, la foggia e l’ esatta ubicazione del ritrovamento. Sarebbe importante saperlo, soprattutto per un’analisi corretta dei riti sotterranei della popolazione in transumanza quotidiana.
Non sembra che ci siano nessi possibili con l’ annuale manifestazione “No Pants Subway Ride”.  L’ 8 gennaio c’è stata la tredicesima edizione di questo gioco collettivo, per cui un giorno all’anno i pendolari  (da New York al resto del mondo)  viaggiano in metro senza pantaloni o gonna.  Anzi è proprio una di quelle occasioni in cui tenerle addosso sembrerebbe indispensabile.
E allora? Forse è un abitudine diffusa cambiarsi le mutande in metropolitana per un eventuale impegno serale, quando non si fa in tempo a rincasare? Il materiale delle sedute in plastica crea allergie in soggetti particolarmente sensibili obbligandoli a liberarsi all’ istante della biancheria? Nelle ore serali i vagoni si trasformano in ardenti alcove ove si consumano frettolosi e quanto fugaci atti amorosi? Abilissimi borseggiatori riescono a sfilare le mutande ai passeggeri ignari per verificare che non le usino come cassaforte per loro risparmi? (prassi spesso usuale per le fasce più anziane della popolazione).
Sono tutte domande ispirate a una genuina curiosità scientifica, ma che purtroppo sono destinate a restare senza risposta. Una dettagliata infografica espone con chiarezza quali siano gli oggetti maggiormente soggetti all’abbandono: naturalmente i libri, i telefoni cellulari (ce ne sono 28.000). Ricca è la sezione dei presidi sanitari, tra cui due sedie a rotelle elettriche. Molti strumenti musicali, tra cui 15 violini, 9 clarinettti, 5 sax e 11 trombe. Monili e gioielli in quantità, apparecchi d’ elettronica consumer, computer, camere digitali, dvd player.
Poi ancora biciclette, mazze da golf, sci…Persino accessori di culto come i Teffillin ebraici. Tutti oggetti che alla fine hanno una loro giustificazione per il  possibile abbandono in un attimo di distrazione. Resta insolubile il dilemma di come in metro sia possibile perdersi le mutande, tra una folla assiepata di sconosciuti e in forzata promiscuità, soprattutto come ciò possa avvenire con tale frequenza, senza che il fenomeno comporti una conseguente reazione d’ allarme sociale.

GIANLUCA NICOLETTI da lastampa.it

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