Giancarlo Zema e l’Hotel subaqueo a Doha in Qatar

QATAR
Pazzia da mezzo miliardo di dollari
Nasce il resort subacqueo di Doha
Nel piccolo emirato, che nel 2022 ospiterà i Mondiali di calcio, fioriscono progetti stravaganti e costosissimi. L’ultimo, un hotel semisommerso chiamato Amphibious 1000, è firmato da un architetto italiano

ROMA – Mentre l’Occidente naviga fra tempeste finanziarie e un prodotto interno lordo che le previsioni vedono sempre più debole, ci sono Paesi che sembrano vivere su un altro pianeta. Un pianeta distante, dove l’economia cresce al ritmo straordinario del 20 per cento e dove il reddito procapite supera abbondantemente i centomila dollari l’anno. Tre volte il nostro, più del doppio di quello dell’America o degli Emirati Arabi Uniti. Il primato del piccolo Qatar, un milione e seicentomila anime che vivono sotto la monarchia assoluta degli Al Thani, regala ai suoi abitanti un futuro placido e luminoso. Poco importa che si guardino i dati della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.

Un primato così è inattaccabile, spendere mezzo miliardo di dollari per un resort subacqueo è faccenda da nulla. Opera di un architetto italiano di trentotto anni, Giancarlo Zema, Amphibious 1000 è il primo hotel extra lusso semisommerso con ben ottanta suite galleggianti. Sulla terraferma c’è una grande torre-fungo, dotata di un ristorante panoramico e di un osservatorio a settanta metri di altezza, circondata da edifici residenziali, uffici, zona portuale. Sull’acqua invece, una grande area con un museo dedicato alla vita del mare e un tunnel in acrilico trasparente con un osservatorio sottomarino.

La punta di diamante dei quattro hotel sono le settanta luxury suites disposte lungo il perimetro del corpo principale, con le loro hall completamente sommerse a dieci metri di profondità. A queste si aggiungono ottanta “medusa suites” galleggianti, completamente autosufficienti, di 350 metri quadrati e su cinque livelli, compreso uno a tre metri sotto il livello del mare.

Insomma, l’ennesimo progetto legato alla capitale del Qatar, Doha, città in evoluzione permanente dove i palazzi crescono come funghi. Inclusi grattacieli firmati da star dell’architettura come Jean Nouvel e musei progettati da Ieoh Ming Pei. Una metropoli che vive già nel futuro e che ha attirato l’attenzione di artisti come Syd Mead, lo stesso che ha disegnato gli scenari di Blade Runner, Tron, Aliens e del primo Star Trek.

A differenza di Dubai, qui non c’è alcun timore per l’esplosione di bolle speculative, crisi internazionali di varia natura, primavere democratiche che, con tutti i soldi che circolano, non sembrano avere molte speranze di attecchire. Petrolio e gas assicurano una prospettiva di tutt’altro livello rispetto ai vicini del Bahrain o dell’Arabia Saudita.

Il Qatar è il terzo Paese al mondo per riserve di petrolio e gas ed è così ricco da esser riuscito a convincere la Fia ad assegnargli i Mondiali di calcio del 2022. Non è cosa da poco, considerando le temperature estive sopra i 50 gradi all’ombra. La soluzione? Dodici stadi da cinquantamila posti, tutti dotati di aria condizionata. Che poi verranno smontati e venduti, presumibilmente, dato che i cittadini dell’emirato sono troppo pochi per garantire un’affluenza costante anche in una sola di queste strutture.

di JAIME D’ALESSANDRO da repubblica.it

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