Genova 2014 l’ennesima alluvione con morti

Costa Concordia a Genova Voltri 19Genova, un copione già visto
Come nel 1970, nel 1993 e nel 2011. L’appuntamento è fisso, cambiano i morti

La storia e i personaggi sono sempre gli stessi. Ci sono tre torrenti – Fereggiano, Sturla e Bisagno – che per le forti piogge, un giovedì d’autunno, sono usciti dagli argini. C’è l’acqua che, nel giro di pochi minuti, ti arriva alla cintura. Un’allerta meteo che questa volta non è stata nemmeno data. C’è una popolazione fatta soprattutto di anziani che, per tutta la notte hanno tempestato di telefonate il numero verde di una tv locale. «Com’è la situazione vicino al mio ufficio? Le scuole saranno aperte? Sotto la mia finestra galleggiano i cassonetti, l’acqua si sta portando via le auto». E poi c’è l’immagine di un corpo avvolto in un sacco bianco, che poco dopo compare sugli schermi di quella stessa tv. Morto di pioggia. L’alluvione di Genova 2014 ha lo stesso copione di quella del 2011.

Il sindaco Marco Doria, in carica dal 2012, giovedì sera era a teatro, per l’inaugurazione della stagione lirica. «Non ci avevano avvertito», ha precisato. Quello di cui tutti erano a conoscenza invece è lo stato di abbandono in cui versano i letti dei torrenti del capoluogo ligure. Su Twitter qualcuno ha postato le foto: cespugli, piante, sterpaglie. «Vedete com’era? Vedete perché è successo? È pieno di alberi!». Fiumi pieni di «rumenta», come si dice a Genova. «Il sindaco stia dove sta, Genova si rialzerà da sola», ha detto qualcuno. Come nel 1970, nel 1993, nel 2011, del resto. L’appuntamento è fisso.

Tre anni fa arrivarono gli «Angeli del Fango». Donne e uomini con la pala, per pulire case, negozi e cantine. Quando la mattina dopo la tragedia l’allora sindaco Vincenzi fece capolino dalle parti del Fereggiano ci mancò poco che le tirassero le monetine.

La fortuna è che «questa volta è successo di notte, quando la gente dorme», ha detto in lacrime una donna, al telefono alle due di notte parlando alla tv. Dall’altra parte c’era un giornalista che tentava di tirare le fila, fare chiarezza e mantenere la calma. L’altra «fortuna» è che il Salone Nautico internazionale, uno degli eventi di maggior richiamo per il capoluogo ligure, era finito da quattro giorni. Restano i morti.

di Federica Seneghini da corriere.it

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