Galileo GNSS il Gps europeo lanciati i primi due satelliti

di | Agosto 22, 2014

galileo lanciato da una soyuz dalla guyana franceseGalileo, comincia l’avventura del Gps europeo. Lanciati i primi due satelliti “veri”
Dopo i test degli anni scorsi, in orbita i primi dispositivi pienamente operativi della rete che sfiderà il sistema di navigazione Usa attivo dagli anni ’80. La promessa: più precisione

Il lancio dalla base spaziale ESA di Kourou, nella Guayana Francese

Quelli che sono stati lanciati oggi, alle 14.27 (ora italiana) dalla base spaziale europea di Kourou, sono il quinto e sesto satellite della rete europea per la navigazione satellitare “Galileo”. Ma si tratta dei primi due satelliti “Full Operational Capability”, come vengono definiti in gergo tecnico inglese. In pratica, sono i primi due satelliti di una serie, che dovranno rendere operativa la rete di navigazione europea. Un GPS tutto “Made in Europe” che, un po’ alla volta, si appresta a rendere pienamente autonomo il Vecchio Continente nel campo della navigazione satellitare.

Il lancio con il versatile Sojuz
Sin dai primi satelliti “dimostratori tecnologici” lanciati anni fa, e battezzati “Giove A” e “Giove B”, la sperimentazione per far sì che la rete Galileo diventi una realtà, sia pure con qualche anno di ritardo, può partire.

Il quinto e sesto satellite sono stati lanciati con un razzo vettore Sojuz ST-B, già da tempo ormai “certificato” per essere lanciato dal poligono dell’ESA di Kourou, nella Guyana Francese. Il razzo vettore, con il massiccio stadio superiore “Fregat”, si è staccato dalla sua piattaforma di lancio, e dopo dieci minuti era nello spazio in un’orbita iniziale; ora i primi due satelliti operativi di “Galileo” (dei 30 complessivi a rete satellitare completata), si trovano nell’ogiva del lanciatore russo, in attesa di essere sganciati dal “Fregat” per mezzo di una sequenza di separazione pirotecnica una volta che la loro quota definitiva, a 23.222 chilometri, sia stata raggiunta. Il rilascio è previsto verso le 18.15 ora italiana: finora, tutto procede senza intoppi.

Dunque, questi due nuovi satelliti si uniranno ai quattro satelliti Galileo già in orbita, lanciati, rispettivamente, nell’ottobre 2011 e ottobre 2012, e chiamati ’In-Orbit Validation’; sono cioè serviti per dimostrare che il sistema Galileo funziona come previsto.

Allo “spazioporto” europeo già da giorni l’attiva era febbrile: tra il 7 e l’8 agosto i satelliti erano pronti per il lancio. I tecnici avevano ricoperto con una particolare protezione i due satelliti durante il carico dell’idrazina, il propellente per i motori d’assetto orbitale. Poi, tra l’11 e il 15 agosto, i due satelliti sono stati installati sull’ogiva, cioè il “contenitore” collocato in cima al razzo.
D’ora in poi, per procedere con tutti i lanci dei trenta satelliti previsti, è previsto un nutrito numero di missioni per i prossimi anni, con due satelliti Galileo che verranno lanciati di volta in volta con i Sojuz, e quattro satelliti con la nuova versione del potente vettore europeo Ariane 5.
La definizione, lo sviluppo e la fase di gestione dei satelliti in orbita saranno effettuate dall’ESA mentre le fasi di convalida del programma Galileo sono co-finanziate assieme da ESA e dall’Unione Europea.
La fase di Full Operational Capability è gestita e completamente finanziata dalla Commissione Europea. La Commissione e l’ESA hanno siglato un accordo per il quale l’ESA agisce come progettista e agente procurante con il beneplacito della Commissione.

Galileo, il GPS tutto europeo
La “costellazione” spaziale Galileo è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile (in inglese GNSS – Global Navigation Satellite System), sviluppato in Europa come alternativa al Global Positioning System (GPS), controllato invece dal Dipertimento della Difesa USA.
Galileo porta l’autonomia europea nella navigazione da satellite, ma sarà pur sempre interoperabile con il GPS americano e con il sistema russo “Glonass”.

Come detto, l’intera rete sarà formata da 30 satelliti orbitanti su 3 piani inclinati rispetto all’ equatore terrestre, di circa 56 gradi, alla quota di 23.222 chilometri dalla Terra. Il periodo orbitale sarà quindi di circa 14 ore e 4 minuti con periodo di ripetizione della traccia al suolo di 10 giorni. Dei 30 satelliti in totale, 27 saranno operativi e distribuiti in 9 per ogni piano orbitale; 3 saranno poi disponibili per la sostituzione di un satellite malfunzionante in caso di necessità. In caso di malfunzionamento di un singolo satellite, si potrà procedere rapidamente al suo rimpiazzo, senza che questa operazione venga effettuata lanciandone uno nuovo dalla Terra.

Gli obiettivi principali della rete di navigazione satellitare europea, prevedono una maggior accuratezza nella geo-localizzazione degli utenti, rispetto a quella attualmente fornita dal GPS; un aumento della copertura globale dei segnali inviati dai satelliti, soprattutto per le regioni a più alte latitudini; un’alta disponibilità del segnale nelle aree urbane; una certificata affidabilità, supportata anche dall’invio del messaggio di integrità che avverte immediatamente l’utente di eventuali perdite di integrità nel segnale della costellazione o, viceversa, ne conferma l’esattezza del segnale ricevuto; una elevata continuità di servizio che, essendo indipendente dagli USA, potrà funzionare sempre e non verrà disattivato senza preavviso (come capitato in caso di operazioni militari per il GPS).

I satelliti hanno dimensioni piuttosto contenute: pesano al lancio circa 700 Kg, e hanno dimensioni di 2,7 x 1,2 x 1,1 metri. Il consumo di potenza è stimato in 1,6 kW. I dati di missione sono inviati dalle stazioni di uplink di terra al satellite in banda C. Su Galileo si baseranno un insieme di applicazioni e di servizi dedicati a vari settori: dal trasporto stradale, aereo, ferroviario e marittimo alle telecomunicazioni, alla geodesia e cartografia, alle ricerche gas/petrolifere e minerarie, per arrivare alla sicurezza e alla difesa, come la protezione di porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e altri punti sensibili di un Paese, oltre ad altri importanti servizi di protezione civile e soccorso a persone o mezzi in situazioni di pericolo o emergenza.

Il carico utile che genererà i segnali di navigazione per la Terra è stato realizzato dalla britannica Surrey Satellite Technology Ltd, mentre i satelliti sono stati costruiti dalla OHB in Germania. Ma anche l’Italia partecipa al programma con un importante contributo industriale e di centri di ricerca. I dati dei satelliti arrivano a terra alle antenne del Centro di Telespazio, che si trova nella piana del Fucino. E poi è protagonista, l’INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) di Torino, per intenderci l’Istituto che da anni ci fornisce l’ora non solo esatta, ma esattissima, che realizza per i satelliti “Galileo” degli apparati del tempo ultra-precisi, in grado di garantire la precisione del nanosecondo con un funzionamento identico a quello del GPS per i navigatori della auto o degli smartphone.

Condizione necessaria e fondamentale per un sistema di navigazione satellitare avanzato, che a bordo ospita proprio orologi atomici realizzati dal centro di ricerca di Torino; può apparire strano, ma il tempo scandito di 30 nanosecondi porta ad uno scarto di 10 metri del mezzo o del luogo localizzato o localizzabile. E uno scarto di questo tipo, ad esempio sui valori dell’altezza dal suolo dei sistemi automatici, può essere importante per un aereo in fase di atterraggio o l’attracco di una petroliera in un porto.

ANTONIO LO CAMPO da lastampa.it

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