Fondi Europei il turismo non riesce ad usarli

Fondi Ue, hi-tech e turismo al palo

La spesa dei fondi europei è bassa, incredibilmente bassa. Fin qui niente di nuovo: da questa base si è mosso il governo per mettere a punto il piano Sud, ma informazioni molto più precise arrivano ora dal rapporto consegnato alla direzione generale Ue per le politiche regionali dalla società Ismeri Europa, incaricata di valutare i risultati della programmazione. L’Italia – è il responso – versa in un preoccupante affanno soprattutto sullo stato di attuazione dei progetti di innovazione industriale (mentre sulla ricerca pura si va meglio), del turismo e beni culturali, degli aiuti alle imprese, dell’ambiente, dello sviluppo urbano. Sono questi i settori in cui, se non ci sarà una sterzata con i nuovi criteri fissati dal piano Sud, si rischia di restituire risorse a Bruxelles. Va un po’ meglio per istruzione ed energia. La spesa complessiva per il 2007-2013, in euro, è ferma al 7%. Ma se si sceglie un altro parametro, il numero di interventi o progetti già conclusi, non va meglio, con una quota totale stimabile sotto il 10% e, in diverse amministrazioni, tra lo 0 e il 5%.
Il confronto
Il Programma nazionale ricerca e competitività è condiviso da Miur e ministero dello Sviluppo. Nel primo caso, ci sono segnali positivi come «l’elevata domanda registrata per gli ultimi bandi lanciati». Il secondo asse, quello dell’innovazione industriale, «soffre invece dell’assenza di un nuovo e adeguato quadro degli incentivi». In generale il Programma nazionale «ha incontrato difficoltà nel coordinamento di strategie tra i due ministeri». Su 720 progetti di supporto all’innovazione, il rapporto Ismeri ne segnala completati 52. Quanto al sostegno alle imprese, a livello regionale, la maggior parte delle risorse spese è stata destinata a fondi di garanzia. Si possono fare degli esempi: la Puglia ha finanziato 2.700 imprese sulle oltre 26mila previste, la Sicilia 1.000 su 3.000, la Campania è al palo. Situazione peggiore nel settore del turismo e beni culturali, che sconta il carattere interregionale del programma con conseguente mancanza di coordinamento. A livello ministeriale i risultati languono

Carmine Fotina DA ilsole24ore.com Continua

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