Fiumicino sciopero valigia selvaggia contro accordo Alitalia Etihad

milano_linate_roma_fiumicino_volo_easyjet“Valigia selvaggia” a Fiumicino, sciopero contro gli arabi

Paradossi dell’Alitalia in versione emiratina. A pochi giorni dalla ratifica dell’accordo con Etihad – proprio nelle ore in cui al ministero dell’Economia gli azionisti sono riuniti per limare gli ultimi spigoli come la partecipazione di Poste in una società nuova – i lavoratori di terra di Alitalia (quelli che scaricano i bagagli, posizionano la scaletta e svolgono le operazioni di handling), pensano bene di lasciare a bordo dei voli della compagnia i passeggeri: manager, pendolari e intere famigliole con bambini.

Capita anche che, a meno di 24 ore dall’incontro tra azienda e sindacati proprio per discutere degli esuberi, un bambino di pochi anni (o meglio un disperato papà incappato nel blocco in pista), non riesca a ritirare il passeggino sotto carlinga «perché mancano i luggagisti», termine che un imbarazzato steward della compagnia adopera (italianizzandolo), per indicare l’addetto allo scarico dei bagagli che – prima del decollo – vengono riposti nel vano sotto la cabina.

All’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (gate nazionali), capita di arrivare persino in anticipo (ieri il volo MilanoLin-Roma Fco elle 13 circa), salvo restare bloccati a bordo perché le rappresentanze sindacali dei lavoratori Alitalia dello scalo romano, hanno pensato bene di convocare (dalle 11 alle 13, solitamente ora di grande traffico), una «prima assemblea spontanea dei lavoratori». «Quello che arriva dai lavoratori», spiega Paolo Pagnotta, segretario locale della Cgil, «è un grido di disperazione». Ma le assemblee esplicative rischiano adesso di mettere nei guai i viaggiatori, e certo non fluidificheranno la trattativa con gli emiri.

E c’è dell’altro. Segnatevi sul calendario quando e come evitare Fiumicino: «Come Cgil continuiamo nel nostro percorso di informazione convocando a Fiumicino per mercoledì prossimo due assemblee informative ai lavoratori». Assemblea/e che probabilmente avranno ripercussioni anche su chi vorrebbe solo viaggiare. Le assemblee informative sono previste mercoledì dalle «10 alle 12 e poi dalle 16 alle 18», spiega la Cgil.
Certo, i tagli annunciati per Fiumicino saranno pesanti. Si prevedono 430 esuberi proprio nell’handling e altri 388 nelle manutenzioni. Tagli importanti e dolorosi che arrivano dopo anni di pesanti ristrutturazioni (a iniziare dal 2008), ma che, secondo Etihad, sono indispensabili per centrare il risanamento.

In questo clima – che a definirlo esplosivo si rischia di essere riduttivi – prende il via proprio oggi il confronto azienda-sindacati proprio sulle procedure di mobilità per 2.171 lavoratori. Ma, vista l’aria che tira, è più che probabile che l’incontro di legge si concluda presto e con la firma «di un mancato accordo». Poi la legge prevede – dopo il fallimento del tavolo aziendale – un confronto al ministero dello Sviluppo economico. Rispetto al numero iniziale di 2.251 esuberi, indicati dal piano industriale di Etihad bisogna tener conto che 80 dipendenti hanno già cessato il rapporto di lavoro. La procedura riguarda nel dettaglio 1.590 addetti di terra, 126 piloti e 420 assistenti di volo. A questi bisogna però aggiungere i 35 dipendenti di terra di AirOne. Secondo indiscrezioni il personale di terra dichiarato in esubero, potrebbe essere assorbito da qualche altra società che offre servizi di handling. James Hogan, Ceo di Etihad, arriva, forse, oggi a Roma. Sperando non resti intrappolato.

Antonio Castro da liberoquotidiano.it

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