Firenze un pezzo di città è alla deriva

di | Agosto 9, 2014

firenze degrado1. VANDALI, UBRIACHI, PORCELLONI E TOSSICI. BENVENUTI NELLA CITTÀ DI DANTE E MATTEO RENZI DOVE TI COMPRI IL DIRITTO DI FARE CIÒ CHE VUOI, DAL SESSO PER STRADA ALLE NOTTATE ALCOLICHE, DAL VANDALISMO CONTRO LE OPERE D’ARTE A TIRARE COCA A MEZZOGIORNO, DI FRONTE A TUTTI, SUL BAULETTO DI UN MOTORINO, A DUE PASSI DA SANTA MARIA NOVELLA – 2. A FIRENZE, LO STRANIERO PASSA ECCOME. MA PASSA ANCHE L’IDEA CHE QUI OGNUNO PUÒ FARE CIÒ CHE VUOLE. OVVIAMENTE A FARE NOTIZIA SONO I CASI LIMITE, DALLA COPPIA CHE FA SESSO PER STRADA AL TURISTA NUDO DAVANTI AD UN QUADRO ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI, MA SOTTO LA PUNTA DELL’ICEBERG C’È LA MONTAGNA DEL DEGRADO QUOTIDIANO – 3. FIRENZE CONVIVE DA MOLTI ANNI CON L’ONDA LUNGA DEL TURISMO GIOVANILE, CHE PASSA, STUDIA, LASCIA UN SEGNO E SE NE VA. ALLE DUE DI NOTTE, NELLE ZONE DELLA MOVIDA, I CAMION CISTERNA USATI PER LA PULIZIA DELLE STRADE VENGONO UTILIZZATI PER ANNAFFIARE I TURISTI, MOLTI DEI QUALI GIÀ UN PEZZO OLTRE LA SOGLIA CONSENTITA DA QUALSIASI ETILOMETRO

Repubblica.it

Una sniffata all’ora di pranzo, alla luce del sole, di fronte a tutti, i passanti, i turisti, i residenti. Un tiro di coca a mezzogiorno. L’arroganza spudorata di uno spacciatore che “tira” una striscia sul bauletto di un motorino per dimostrare al cliente che sì, quella è roba buona. Pista con vista da Via Palazzuolo.

È successo davvero e succede ogni giorno. A due passi da un’officina, davanti ad un bar aperto da pochi mesi. Pusher e clienti si muovono indisturbati fra la via a un passo della stazione, via Maso da Finiguerra e via dell’Albero. Entrano ed escono da alcuni dei locali della zona, sostano seduti sui marciapiedi e si scambiano le dosi come in un minimarket della droga, un piccolo suk dello sballo.
Uno schiaffo alla legalità e uno agli abitanti che, invano, da anni, lanciano allarmi continui e inascoltati su una strada diventata terra di nessuno. Solo ai turisti che come noi l’hanno vissuta in diretta questa scena è apparsa come uno strappo nella rete. La bellezza di Santa Maria Novella è a due passi, eppure qui la Firenze da cartolina è solo un miraggio. Qui c’è un pezzo di città alla deriva. (di MARIO NERI)

VANDALI, UBRIACHI E PORCELLONI. FIRENZE ROTTAMATA DAI GIOVANISSIMI TURISTI STRANIERI
Enrico Paoli per “Libero Quotidiano”

Benvenuti nella Disneyland del turismo dove pagando un biglietto normale (troppo alto per qualcuno, ma il dato è soggettivo) ti compri il diritto di fare ciò che vuoi, dal sesso per strada alle nottate alcoliche, dando libero sfogo anche alla grafomania. Che colpisce senza limiti. L’importante è lasciare il segno del proprio passaggio nella città di Dante e Matteo Renzi. Perché nell’era dei rottamatori al governo, Firenze non ha più un solo brand, ma deve fare necessariamente i conti con gli effetti prodotti dalla politica di Lo- Renzi il Magnifico. «I like florence», dice sorridendo un turista giapponese, «I know Renzi».

Bravo, anche noi. Il bello, però, finisce qui. Il brutto inizia quando sui muri che fanno da sfondo alla lunga coda dei visitatori in fila per visitare l’Accademia delle Belle Arti del capoluogo toscano o sulla balaustra del piazzale Michelangelo, una terrazza dalla quale osservi Firenze che ti ricambia baciandoti in fronte, l’arte moderna dei turisti produce graffiti e firme che offendono il cuore e colpiscono gli occhi.

E per quanto gli operatori del Comune si dannino l’anima per ripulire muri e balaustra, i graffitari di tutto il mondo colpiscono senza sosta. Probabilmente se avessero davanti a sé cambiali e assegni, invece di un muro o di una balaustra, non avrebbero la stessa grafomania.

E potrebbe anche essere un’idea quella di dotarli di post it da firmare e poi lasciare sui luoghi canonici del turismo. Una passata di mano e via, tutto resterebbe lindo e pulito. «Invece dobbiamo fare i conti con la follia dei graffiti e delle firme», ammette Claudio Bianchi, presidente della Confesercenti di Firenze, «la voglia di lasciare un segno del proprio passaggio non tiene conto del luogo. E dire che nel corso di questi anni siamo riusciti ad aggredire il problema delle carte gettare per terra ottenendo ottimi risultati».

Certo, educare al rispetto per la città di Dante (e Renzi) i turisti di tutto il mondo non è certo compito degli operatori commerciali, ma con piccoli accorgimenti i cosiddetti «bottegai» sono riusciti a fare la loro parte. Perché sulle rive dell’Arno l’industria del turismo vive e prospera grazie agli stranieri. «Se non ci fossero loro», dice ancora Bianchi, «sarebbe un problema. Il movimento interno è calato del 20% e i segnali non sono confortanti».
A Firenze, insomma, lo straniero passa eccome. Ma passa anche l’idea che qui ognuno può fare ciò che vuole. Ovviamente a fare notizia sono i casi limite, dalla coppia che fa sesso per strada al turista nudo davanti ad un quadro alla Galleria degli Uffizi,ma sotto la punta dell’iceberg c’è la montagna del degrado quotidiano. Firenze convive da molti anni con l’onda lunga del turismo giovanile, che passa, studia, lascia un segno e se ne va. La maggior parte di loro è attratta dalle bellezze della città, ma anche dalla vita notturna del capoluogo toscano. Una movida alimentata da locali concentrati in poche piazze,di là d’Arno si dice a Firenze, e vissuta senza limiti.

In piazza Santo Spirito, cuore di questa marea che inizia a salire la sera e si ritrae la mattina all’alba, è un’abitudine ritrovarsi a camminare fra un mare di bottiglie. Per questa ragione il Comune ha deciso di adottare la strategia dell’idrante. In pratica alle due di notte, nelle zone della movida, i camion cisterna usati per la pulizia delle strade vengono utilizzati per annaffiare i turisti stranieri, molti dei quali già un pezzo oltre la soglia consentita da qualsiasi etilometro.

Insomma, a quell’ora scatta il coprifuoco. «È un modo per dire a tutti che a quell’ora la festa è finita», spiega Bianchi della Confesercenti, «e che ci sono anche i residenti». Il fenomeno del Pub crawl a Firenze è meno evidente rispetto ad altre città, colpisce molto di più la concentrazione in luoghi ben precisi e segnalati dalle guide. Ed è lì che gli stranieri danno libero sfogo alle proprie voglie.

Anzi,agli istinti repressi,visto che possono fare ciò che a casa loro non riescono a fare. Perché questa è la Disneyland del turismo. E come in un parco giochi a tema libero c’è chi sceglie di fare sesso per strada,considerando la cosa del tutto normale, al punto che i telefonini raccontano tutto. «Okey, okey, no problem… », dice il giovane Casanova preso da una irrefrenabile passione poco prima della mezzanotte nel pieno centro di Firenze. Forse ha più birra in corpo lui che una spina di un pub.

Ma vuoi mettere l’effetto che fa? Certo il Comune di Firenze potrebbe intensificare i controlli (in alcune aree, tipo Piazzale Michelangelo, non esiste alcun tipo di sorveglianza odi controllo) e punire severamente chi commette questo genere d’idiozia. Le leggende sui turisti italiani che venivano multati in Svizzera per le carte delle caramelle gettate a terra potremmo trasformarle in realtà. Ma all’incontrario però, voi pagate, noi incassiamo…
da dagospia.com

Rispondi