Benevento false vacanze online, denunciata truffatrice

di | Settembre 19, 2012

Vendeva finte vacanze online, donna denunciata nel Sannio
Una decina di migliaia di euro il guadagno, intascava la caparra e poi spariva. Tradita da «sim truffaldina»

Avevano prenotato la vacanza con anticipo, visto le foto dell’appartamento da affittare in internet ma quando sono arrivati sul posto non hanno trovato posti disponibili dove alloggiare. E’ successo ad alcuni sanniti truffati telematicamente da una cinquantenne ora denunciata. Le indagini hanno preso il via durante l’estate quando diversi utenti si sono recati negli uffici della polizia postale di Benevento lamentando di esser stati truffati da ignoti.

Le strategie della donna erano sempre le stesse: inseriva annunci d’affitto corredati da foto estratte da Google Maps su alcuni siti internet specializzati, aspettava di essere contattata via mail o tramite cellulare, contrattava il prezzo e chiedeva immediatamente una caparra per bloccare l’appartamento. Con il vaglia veloce o con una ricarica poste pay si poteva pagare l’alloggio. Poche operazioni per prenotare una vacanza, peccato che i malcapitati giunti sul posto scoprivano che gli appartamenti in affitto erano in realtà in uso ad altre persone. Le indagini hanno preso il via durante l’estate quando diversi utenti si sono recati negli uffici della polizia postale di Benevento lamentando di esser stati truffati da ignoti.

Al fine di rendere impossibile la propria identificazione, la truffatrice utilizzava una sim telefonica ed una carta postepay acquistate con una sua carta d’identità alterata e risultata ufficialmente ritirata dall’ufficio anagrafe di competenza. Al momento del rilascio della nuova carta d’identità, approfittando di una distrazione dell’impiegato dell’ufficio di stato civile, la donna avrebbe astutamente trattenuto il vecchio documento «alterandone» poi la data di scadenza. Dopo alcuni giorni si sarebbe recata presso un ufficio postale di zona ed avrebbe aveva acquistato la carta postepay e la sim utilizzate per le truffe.

Le indagini hanno avuto decisiva svolta solo nelle ultime ore, quando gli uomini della squadra criminalità informatica, dopo l’ acquisizione di dati telematici hanno accertato, che la titolare del documento in questione aveva utilizzato in due circostanze la «sim truffaldina» per collegarsi in rete al proprio profilo Facebook. Il semplice «modus operandi» aveva permesso alla truffatrice di racimolare una decina di migliaia di euro in poche settimane.

da corriere.it

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