Il Festival dei Popoli a Firenze

Documentario superstar torna il Festival dei Popoli
Al via da sabato 12 a sabato 19 novembre la 52° edizione della storica rassegna diretta da Maria Bonsanti e Alberto Lastrucci e presieduta da Claudio Giua. Quattordici i film in concorso, poi una retrospettiva sul catalano Lacuesta e un focus sulle democrazie in collaborazione con la Strozzina

di GAIA RAU

Al via da sabato 12 a sabato 19 novembre fra il cinema Odeon e altri luoghi della città – cinema Spazio Uno, Istituto Francese, Le Murate, Mediateca Toscana – la 52° edizione del Festival dei Popoli, la storica rassegna cinematografica dedicata al documentario diretta da Maria Bonsanti e Alberto Lastrucci e presieduta da Claudio Giua, inserita nella “Cinquanta giorni di cinema internazionale a Firenze”.

Anche quest’anno, a dominare la scena sarà la selezione ufficiale che vedrà in concorso 14 documentari e 13 corti inediti in Italia: fanno parte della giuria che assegnerà i premi (al miglior film, da 8 mila euro, alla miglior regia, da 3.500 euro, e al miglior cortometraggio, da 2.500 euro, oltre alla targa “Gian Paolo Paoli” al miglior film etno-antropologico) Renate Costa, regista paraguyana che ha vinto la precedente edizione del festival,  Nuno Sena, condirettore del festival IndieLisoba e l’italiana Tizza Covi.

In programma inoltre una retrospettiva dedicata al regista catalano Isaki Lacuesta, eclettico autore che spazia fra finzione e documentario in un’originale fusione tra generi e linguaggi come il pluripremiato “Cravan vs Cravan”, “La Leyenda del Tiempo” e “La Noche Que No Acaba”. In occasione della sua presenza al festival, Lacuesta terrà anche un workshop dal titolo “Ritratti del Corpo”.

Novità di questa nuova edizione sarà poi un focus, in collaborazione col Centro di cultura contemporanea Strozzina, su “Declining Democracy – Ripensare la democrazia tra utopia e partecipazione”, che è anche il tema della mostra in corso in questi giorni allo spazio dedicato alla contemporaneità di Palazzo Strozzi: fra i titoli proposti dal Festival dei Popoli per l’approfondimento cinematografico “How to Start a Revolution” di Ruaridh Arrow”, sulle rivoluzioni non violente “colorate”; Fragments d’une Révolution”, opera collettiva a cura di un esule iraniano che ha raccolto frammenti di immagini delle proteste del suo Paese da una postazione informatica di Parigi e infine “Le Khmer Rouge et le non violent” di Bernard Mangiant su una delle pagine più brutte della storia del Novecento, quella scritta dai Khmer Rossi in Cambogia.

Ospite d’onore di questa edizione sarà Edgar Morin, primo giurato del Festival dei Popoli nel 1959, che presenterà all’Istituto Francese il documentario “Chronique d’un film” di Ayreen Anastas, François Bucher e Rene Gabri (materiale inedito di “Chronique d’un été”, 12 novembre). Morin parteciperà a un incontro pubblico con l’antropologo Tullio Seppilli (domenica 13 novembre).

“In questi tempi di crisi globale e di lotte per mantenere tassi decenti di dignità personale e collettiva – ha detto il presidente Giua – il Festival numero 52 sa di poter dare un contributo non marginale. Che è fatto, come nel 1959 e in tutti gli anni successivi, di documentazione attenta, di proposte di soluzione, di momenti di puro divertimento. In concorso e nelle rassegne ci sono opere che mostrano la realtà da angolazioni inusuali”.

All’interno del spazio ci sarà spazio, infine, per l’evento speciale “Italian DOC Screening 2011” che, oltre alle varie proiezioni e conferenze, ha in programma uno speciale workshop di Trailers Mechanics diretto da Fernanda Rossi e rivolto a registi, produttori e montatori, sia principianti che professionisti.

da FIRENZE.REPUBBLICA.IT

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