Fabio Clocchiatti e le vacanze a caccia di tornadi

Udine-Oklahoma le strane vacanze a caccia di tornadi
Fabio Clocchiatti da tre anni coltiva questa passione. Lunedì si trovava a pochi chilometri di distanza da Moore

di Federica Barella

fabio_clocchiatti_cacciatore_tornadiUna passione casuale. Ma diventata sempre più forte. E che ora lo ha portato a essere testimone di una delle più incredibili catastrofi naturali degli ultimi mesi: il tornado che in Oklahoma ha distrutto la cittadina di Moore, causando 24 morti e quasi 300 feriti oltre a danni per oltre un miliardo di dollari. Stiamo parlando di Fabio Clocchiatti, 29 anni, udinese, una laurea in giurisprudenza e un’occupazione nell’azienda di famiglia. Da tre anni Fabio partecipa ai tour organizzati dai “cacciatori di Tornado” (che hanno anche sito internet omonimo e un altro per i viaggi sotto il nome “tornado tour”).

In un periodo variabile tra aprile e giugno, Clocchiatti raggiunge le great plains degli Usa, dal Texas all’Oklahoma, dal Kansas fino al North Dakota, a caccia di tornadi spettacolari, quegli enormi imbuti di fortissime correnti d’aria capaci di affascinare e incantare quando attraversano zone desertiche. E di portare con sè devastazione e morte, sul proprio cammino, incrociando zone abitate.

«Nessuno di noi si sarebbe mai immaginato di essere testimoni diretti, seppur un po’ a distanza, di un evento così catastrofico», precisa Fabio Clocchiatti. Il giovane udinese è arrivato negli Usa verso la metà di maggio e ai primi di giugno sarà già di ritorno. Nel frattempo il suo tour si snoderà attraverso un itinerario a volte deciso anche di giorno in giorno a seconda dell’evoluzione delle previsioni meteo.

«Quanto è accaduto a Moore è incredibile – aggiunge Clocchiatti, mentre col tour ora sta attraversando alcune zone del Texas del nord -. Purtroppo noi stessi sapevamo che il tornado che si stava avvicinando a quella zona era uno di quelli classificati ai livelli più alti. Ma quando questi fenomeni si abbattono su centri abitati gli effetti sono incalcolabili. Nello stesso giorno noi eravamo vicinissimi a un altro fenomeno a qualche chilometro a sud di Moore, vicino a Marlow. Armati di mappe, strumenti tecnologici e auto anche adeguatamente attrezzate attraversiamo le varie zone delle grandi pianure per una caccia fotografica ed emozionale del tutto del tutto particolare».

Ma non bisogna pensare a un divertimento puro e basta. Non soprattutto di fronte a situazioni che possono portare disastri assoluti. «Anche se la nostra è una passione, comunque collaboriamo indirettamente con il sito “3b meteo” – spiega ancora Fabio -. E in qualche modo cerchiamo di aiutare le popolazioni delle zone attraversate. Negli Usa ci sono molte trasmissioni tv che si occupano di previsioni meteo. Eppure quando ci vedono “in azione” con le nostre auto e gli strumenti, i cittadini e i residenti delle poche e isolate case che incontriamo ci chiedono informazioni e vogliono sapere quanto e come si stanno avvicinando i vari tornadi».

C’è chi scappa, chi si trasferisce dai parenti, chi decide di rifugiarsi negli scantinati a prova di tornado. Ma quando la forza della natura si abbatte su ciò che ha costruito l’uomo spesso non c’è scampo. «Ma noi non cerchiamo la distruzione – precisa Fabio Clocchiatti -. Per noi questi viaggi sono nel segno della scoperta e della conoscenza».

da messaggeroveneto.gelocal.it

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