L’eruzione del vulcano islandese Grimsvoetn appare quasi conclusa

di | Maggio 25, 2011

L’eruzione del vulcano è quasi finita, scali tedeschi riaperti
E’ ancora caos aereo. L’Islanda fa sapere che il pennacchio di fumo arriva solo a qualche centinaio di metri

Gli aeroporti tedeschi sono stati riaperti e l’eruzione del vulcano islandese Grimsvoetn appare pressoché conclusa, dopo quattro giorni di attività che avevano fatto temere una nuova emergenza come quella provocata nel 2010 dalle ceneri del vulcano Eyjafjoll (con centomila voli annullati e 8 milioni di passeggeri costretti ad aspettare negli scali).

Questa volta il pennacchio del fumo, a 4 giorni dalla prima esplosione, “ormai arriva solo a qualche centinaio di metri” afferma Urdur Gunnarsdottir, portavoce della protezione civile islandese: “Si tratta per lo più di vapore acqueo, anche se è possibile che sia mescolato a ceneri”.

In ogni caso, dopo essere arrivata a un’altezza di 20 chilometri nelle ore successive all’eruzione di sabato, la nuvola di ceneri sputata dal Grimsvoetn è rapidamente decresciuta. In termini geologici però l’eruzione è stata due volte più violenta di quella del 2010, con un pennacchio alto il doppio: il Grimsvoetn avrebbe sputato più cenere nelle prima 24 ore che l’Eyjafjoll in 40 giorni.

La fine totale dell’eruzione, fa sapere l’Islanda, potrebbe necessitare di varie settimane, e si consiglia ai curiosi di non avvicinarsi troppo. Intanto le scosse sismiche che accompagnavano l’eruzione sono quasi scomparse. Il Grimsvoetn, situato sotto il ghiacchiaio Vatnajokull nel Sudest dell’isola, è il vulcano più attivo d’Islanda ma le sue eruzioni sono spesso di breve durata (l’ultima prolungata oscurò i cieli per sette mesi, ma era il 1873). Per questo i geologi ritengono improbabile una nuova esplosione. Insomma, ora “si può cominciare a ripulire” per dirla con il capo del governo, la signora Johanna Sigurdardottir che ieri si è recata a visitare gli sfollati, circa un migliaio di persone. Nonostante la crisi economica che morde l’Islanda dal 2008, la premier ha promesso “diverse misure per consentire alle fattorie e all’attività economica una ripresa regolare”.

Dal punto di vista delle conseguenze, i problemi al traffico aereo non sono ancora completamente risolti. Gli scali europei sono riaperti ma la nube di cenere, dopo aver fatto annullare circa 500 voli ieri nel Nord del Regno Unito, oggi ha bloccato ancora 700 voli in Germania. Il resto d’Europa è stato risparmiato.

da TMNEWS.IT

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