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Emilia dopo il terremoto il turismo per ripartire

Sisma Emilia: turismo per ripartire
A Ferrara la Borsa delle 100 citta’ d’arte. Terra Sicura, no agli sciacalli

Non ci sono solo gli sciacalli che rubano nelle case abbandonate di corsa per il terremoto. Sciacallo è anche “chi specula sul turismo, raccontando che l’Emilia non è sicura, ancora meno la costa”. Invita a uno scatto di orgoglio l’assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, Maurizio Melucci. E non solo a parole. Il fatto più concreto è la 16/a edizione della Borsa delle 100 città d’arte che si svolgerà regolarmente da venerdì a domenica a Ferrara, città circondata da paesini danneggiati dal sisma.

“E’ un segnale che vogliamo riprenderci rapidamente – ha detto l’assessore presentando la manifestazione – E, a parte le località seriamente danneggiate a cui va il nostro pensiero, il sistema turistico dell’Emilia-Romagna è perfettamente efficiente e funzionante”. Non a caso nessuna disdetta dai 90 tour operator attesi da 29 paesi (tra cui Brasile, Russia, India, Cina, Canada e Usa) che incontreranno 380 venditori italiani. Insomma per l’assessore ripartire dal turismo si può, e si deve. “La ripresa riparte anche da qui – è la sua convinzione – e mi auguro che nel nostro Paese prevalga l’idea che il turismo è un comparto strategico”.

E che di fronte ai danni subiti da chiese, rocche, castelli si provveda al restauro “in tempi ragionevoli” usando fondi nazionali ed europei, e considerando gli interventi ai beni artistici come “una priorità perché rappresentano parte del nostro sviluppo, e non una spesa superflua”. Rincara la dose il direttore della Confesercenti, Stefano Bollettinari: “Il fatto che la Borsa si svolga lo stesso è un segnale che il sistema Emilia-Romagna non molla, come sempre di fronte alle difficoltà, e che sta reagendo”.

Da venerdì quindi l’arte made in Italy, in particolare quella dei piccoli borghi, si metterà in vetrina con incontri, degustazioni, biciclettate (anche by night), itinerari sulle tracce dei film girati nel Ferrarese. E per alcuni workshop e concerti il set sarà il castello estense, simbolo di Ferrara. Lo stesso dove domenica è andata in frantumi parte di una torretta. “Ferrara viene descritta come una città in ginocchio ma non è così – dice categorica Chiara Ronchi, direttrice di ‘Iniziative turistiche’ – I monumenti sono tutti controllati, hanno medici speciali che li tengono d’occhio e tutti completamente agibili. Per noi anche questo è un modo per essere solidali con i terremotati”.

di Michela Suglia da Ansa.it

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