Egitto furto al museo del Cairo otto reperti rubati tra cui una statua di Tutankhamon

Egitto, riaperta Piazza Tahrir  Tensione manifestanti-militari

Otto i reperti rubati al Museo
Nel secondo giorno dell’era post-Mubarak in Egitto, Piazza Tahrir al Cairo, teatro principale della rivolta popolare degli egiziani contro il presidente, torna verso la normalità: stamane le auto hanno ripreso a circolare, anche se alcune centinaia di persone restano ancora riunite al riparo di alcune decine di tendoni.

Soldati dell’esercito egiziano si sono disposti questa mattina in file volte a indurre i manifestanti ancora presenti a liberare l’area, mentre lentamente il traffico sta ricominciando a scorrere per la prima volta da oltre quindici giorni. Secondi testimoni molte persone gridavano «Pacificamente, pacificamente» mentre i soldati avanzavano e pochi tentavano di resistere. C’è stata, sempre secondo persone presenti, un po’ di calca e qualche spintone. «L’esercito è la spina dorsale del paese – gridava un manifestante al megafono – La soluzione non è spostarci dalla piazza. I militari devono rispondere alle nostre domande».

I testimoni hanno anche detto che i leader della protesta sono stati tenuti lontani dai soldati. Intanto l’attuale governo egiziano, incaricato di gestire gli affari correnti, terrà oggi la sua prima riunione dalle dimissioni del presidente Hosni Mubarak: si discuterà delle misure per garantire i prodotti alimentari di base ai cittadini, la sicurezza e la stabilità. L’esercito egiziano, incaricato di guidare il Paese dalle dimissioni di Mubarak, ha promesso una «transizione pacifica» verso «un potere civile eletto» e ha assicurato che l’Egitto rispetterà i trattati «regionali e internazionali» che ha firmato.

Intanto arriva il bilancio dei danni al Museo egizio del Cairo dopo l’assalto del 2 febbraio. Otto reperti di valore inestimabile, tra cui una statua di Tutankhamon, sono stati rubati. Lo ha annunciato il direttore delle Antichità ZaHi Hawass, dopo il completamento dell’inventario dei danni subiti dal museo. Hawass, spiega, sul suo sito, che sono stati rubati una statua in legno placcato oro di Tutankhamon portato in spalla da una dea e una statua del giovane faraone negli stessi materiali mentre caccia. Mancano all’appello anche una statua della dea Akena, una statua di Nefertiti mentre fa delle offerte, la testa di una principessa Amarna, la statuetta di una scriba di Amarna, 11 statuette in legno e uno scarabeo di Yuya.

Il capo dell’antichità egiziane spiega che è in corso un’inchiesta sul furto e che la polizia e l’esercito la porteranno avanti anche con le persone che sono state già arrestate per gli assalti al Museo avvenuti tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. «Ho detto in passato che se il Museo egizio è sicuro anche l’Egitto è sicuro. Ora – afferma Hawass sul suo sito – sono preoccupato che l’Egitto non sia sicuro».

da lastampa.it

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