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Ecco Fontana di Trevi svuotata

Check-up completo oggi sullo stato di salute di Fontana di Trevi, che avrà presto bisogno di qualche intervento ‘anti-rughe’ per debellare le microfessure presenti nel marmo, e via già da domani al restauro del rivestimento del muro crollato qualche giorno fa al Pincio.
I monumenti di Roma sono sotto stretta osservazione. Domani, con anticipo rispetto al cronoprogramma annunciato nei giorni scorsi, parte il restauro del rivestimento di parte del muro che accompagna da piazza del Popolo alla terrazza del Pincio.
Un crollo aveva interessato mercoledì scorso 9 metri di quel muro disegnato dal Valadier. Oggi, in occasione di un nuovo sopralluogo, è arrivato l’annuncio dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini: «Da domani inizierà il restauro: la messa in sicurezza è stata fatta e quindi da domani saremo in grado di cominciare i lavori». E non è l’unico dei monumenti della Capitale ad essere tenuto sotto controllo da tecnici, architetti ed enti locali.
Questa mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno è montato su un braccio elevatore per andare a controllare da vicino lo stato della Fontana di Trevi, precedentemente svuotata di acqua e monetine, sotto gli occhi increduli di turisti e passanti.
Accompagnato dai tecnici della Sovrintendenza e della Città Storica, Alemanno ha, alla fine, emesso il verdetto: «la Fontana di Trevi, vista da vicino, ha uno stato di conservazione complessivamente buono, ma è chiaro che ci sono molti punti che possono essere fragili e che mostrano segni di problemi molto antichi». Per fortuna. Ma un restauro vero e proprio non si fa da molto, forse da troppo e quindi ne occorre uno «complessivo, per il quale servono circa 2,5 milioni di euro».
Per questo, come per tutti gli altri monumenti di Roma per i quali da oggi parte un attento monitoraggio, si cercherà di batter cassa al ministero dei Beni Culturali, convinti «di trovare in Ornaghi un grande alleato». Il tema, però, per il Campidoglio, è sempre lo stesso: «Il restauro dei beni artistici e monumentali deve essere fuori dai vincoli del patto di stabilità e della spending review».
Anche il presidente della Cna di Roma costruzioni Alessandro Maruffi lancia l’sos.
«A Roma e Provincia, negli ultimi anni, gli importi a base d’asta destinati a opere di riqualificazione e restauro sono crollati di circa il 25% (da 91,3 milioni di euro del 2007 a 67,9 milioni del 2011). Ed è andata male anche sul fronte delle aggiudicazioni, il cui numero si è ridotto del 18% (26 gare nel 2011, contro 32 nel 2009) e il cui importo è sceso fino al 38% (33 milioni di euro contro 54 milioni)». Intanto, il check-up della storica Fontana, immortalata nel film ‘La dolce vita’, è partito e poi si farà il punto sul restauro vero e proprio.
Il primo passo è «quello di identificare tutti gli strati dei restauri precedenti, che vanno rimossi, e intervenire su questi», ha spiegato il sovrintendente di Roma Capitale, Umberto Broccoli, e poi «bisogna identificare tutte le varie fessurazioni e ci stanno lavorando gli architetti delle sovrintendenze. Per esempio, una sta sulla ‘Ì di ‘Benedictus’ ma non è così grave».
Dunque, l’occhio vigile degli addetti ai lavori non abbandonerà la storica fontana così come altri monumenti romani.
Dopo la fontana di Trevi è il turno delle Mura Aureliane che saranno monitorate e sottoposte a screening. «A dicembre – conclude Broccoli – sapremo con chiarezza quali sono gli interventi da fare» e «qual è lo stato reale di salute del patrimonio storico-monumentale della Capitale».

da leggo.it

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