Categorie
Africa

Ebola, il Ministero degli Esteri italiano sconsiglia i viaggi in Liberia e Sierra Leone

Sheik Umar Khan dottore sierra leone ebolaAPPELLO DEI RICERCATORI: SPERIMENTARE SUGLI OPERATORI SANITARI TERAPIE E VACCINI ALLO STUDIO
Ebola, la Farnesina sconsiglia
i viaggi in Liberia e Sierra Leone
Oms: «Epidemia va fermata, possibili conseguenze disastrose». I due volontari americani infettati tornano in Usa. Il Libano chiude le porte ai lavoratori africani

Dato l’aggravarsi della situazione sanitaria legata all’epidemia di Ebola «si sconsigliano i viaggi non necessari in Liberia e in Sierra Leone». È l’avviso diramato dal Ministero degli Esteri sul sito Viaggiare sicuri, dove viene anche spiegato che nei due Paesi «non è presente una rappresentanza diplomatico-consolare italiana e, pertanto, l’ambasciata d’Italia ad Abidjan in Costa d’Avorio (competente per la Sierra Leone) non potrà garantire ai connazionali una piena assistenza consolare». Per quanto riguarda la Guinea, terzo Paese colpito dall’epidemia, la Farnesina raccomanda di «evitare assolutamente di recarsi nella zona di Guinea Forestière», nel sud-est. Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha convocato una riunione del Comitato per le emergenze per il 6 e 7 agosto. L’obiettivo è accertare se l’epidemia costituisca un’«emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale» e, nel caso, emanare una serie di misure temporanee per ridurre la diffusione del virus.
Oms: «Possibili conseguenze disastrose»
Il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, ha incontrato a Conakry in Guinea i presidenti di alcuni Paesi africani, tra cui quelli colpiti, per annunciare un piano di azione contro l’Ebola. «L’epidemia è fuori controllo ma può essere fermata – ha scandito Chan al termine del meeting, sottolineando che un ulteriore diffondersi del virus potrebbe avere «conseguenze disastrose» -. Si tratta di una malattia senza precedenti, che costituisce una sfida straordinaria. L’Ebola si sta muovendo più velocemente di quanto lo facciano i nostri sforzi di prevenirla». Il direttore Oms ha sottolineato che le forze schierate a livello di singoli Paesi e internazionale sono «tristemente inadeguate», ma si è detta convinta che l’incontro odierno segni «una svolta nella lotta contro l’epidemia». Già una sessantina di medici sono stati infettati, alcuni sono membri di staff internazionali. Chan ha ribadito che il contagio non si diffonde via aria e che la popolazione civile non è quindi a rischio. Tuttavia, ha aggiunto «non permetterei al virus di circolare liberamente per un lungo periodo, anche perché non sono prevedibili le mutazioni». I governi africani presenti al summit sono stati invitati a «usare tutti i propri mezzi per garantire la massima sicurezza». L’incontro è stato l’occasione per formalizzare la decisione di stanziare cento milioni di dollari per contrastare un’epidemia «senza precedenti», che ha ucciso finora 729 persone, con 1.323 casi tra confermati e sospetti. Il piano, ha specificato Chan, è parte di «una campagna internazionale intensificata che richiederà un aumento delle risorse, dell’expertise medica e del coordinamento regionale». Il piano anti-Ebola prevede l’urgente necessità di aumentare il personale in loco di parecchie centinaia di unità: servono medici, infermieri, epidemiologi, ma anche esperti di logistica e “data manager”. Bisogna inoltre rafforzare i sistemi di risposta e la sorveglianza nei Paesi confinanti a quelli colpiti.
Lorenzin: Italia si è mossa prima di altri
La paura di un possibile diffondersi del virus dunque aumenta, ma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ribadisce che l’Italia non corre rischi. Lo ha spiegato in un comunicato diramato giovedì e lo ha ribadito il giorno successivo. «Gli italiani possono stare assolutamente tranquilli. Su Ebola l’Italia si è mossa prima di altri Paesi, dopo il primo caso, ma in silenzio. Abbiamo attivato da mesi controlli non soltanto sui migranti, ma anche negli aeroporti, segnalando misure di sicurezza alle compagnie aeree, e stiamo controllando dal punto di vista sanitario tutti i punti d’accesso al nostro Paese» ha detto il ministro a margine di un incontro sulla nave Etna, uno dei mezzi della Marina Militare impegnati nella sorveglianza sanitaria e nell’assistenza ai migranti in rotta verso le coste italiane, nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Lorenzin ha aggiunto che «Ebola è una malattia difficilmente trasferibile, si trasmette con i fluidi e si manifesta in tre giorni, e quindi un caso conclamato non può arrivare con un barcone, è molto difficile. Non c’è un allarme in Italia per questo tipo di virus. La malattia – ha concluso – è presente in aree circoscritte e gli unici casi di europei colpiti hanno riguardato personale medico che lavorava sul campo, in condizioni estreme». Usa invece parole dure il presidente del Veneto Luca Zaia, sulla necessità di verifiche sanitarie accurate per i profughi in arrivo: «Non vogliamo assolutamente fare la scelta di convivere con le malattie: se non verranno stabilite garanzie per i veneti, faremo un muro talmente alto da essere invalicabile».

di L. Cu. da corriere.it

Rispondi