Dolomiti frana lo Sciliar

Frana lo Sciliar, paura sulle Dolomiti

Lo Sciliar nella catena delle Dolomiti
E il sindaco di Castelrotto chiude alcuni sentieri e le salite su roccia che portano alla cima Santner

Chiusura immediata, per motivi di sicurezza, del sentiero che conduce a Cima Santner – in Alto Adige – della via ferrata omonima e di quella di «Shlernboden», nonché della via d’accesso al sentiero «Schlern-Kopfe»: è l’effetto dell’ordinanza emessa con urgenza da Andreas Colli, sindaco di Castelrotto, in provincia di Bolzano, dopo la serie di frane che da due giorni interessa le Dolomiti orientali.

Sono circa 2 mila i metri cubi di roccia e pietrisco che si sono riversati a valle da una delle cime dolomitiche più caratteristiche, sul confine tra Trentino ed Alto Adige. Tre gli smottamenti che sono succeduti nel giro di poche ore in una delle zone più belle e battute da alpinisti ed escursionisti, quella compresa tra le guglie del Santner (2414 metri di quota) e dell’Euringer (2934), nel Parco naturale dello Sciliar, sopra la frazione di Siusi, nel comune di Castelrotto. La prima scarica – giovedì mattina verso le 8 – si è staccata da sotto l’Euringer: tre i massi di grandi dimensioni accompagnati da una pioggia di pietrisco che si sono riversati a valle; la seconda frana invece verso le 10.30 con la caduta di massi e ghiaia che ha sfiorato una delle vie più frequentate dagli alpinisti. L’ultimo distacco ieri, alle alle 8.

Nonostante il periodo estivo e la massiccia presenza nella zona di turisti ed escursionisti, nessuno è rimasto ferito: due alpinisti in vacanza in Alto Adige tuttavia – che al momento della prima frana si trovavano sulla via verso Cima Santner – sono stati sfiorati dalle pietre ma senza riportare conseguenze. Per loro solo tanta paura ed il ritorno a valle grazie all’intervento del Soccorso alpino di Siusi. Altre cinque persone – in due distinti gruppi – hanno dovuto essere messi in salvo dagli elicotteri di Aiut Alpin Dolomites e recuperati da Cima Santner – dove anche loro erano impegnati nell’ascesa – dato che la via per il rientro era stata resa inagibile dalla frana. «Si tratta di smottamenti di grandi dimensioni – osservano gli uomini del Soccorso alpino di Siusi – inusuali per la zona e particolarmente pericolosi. Fino ad ora eravamo abituati solo a piccole scariche di pietre».

Con l’ordinanza del sindaco di Castelrotto, tutta la zona è ora interdetta alla salita alpinistica su roccia mentre, per raggiungere il Rifugio Bolzano, sulla Cima Santner, due sono i sentieri rimasti ancora sicuri e percorribili. «Ci sono degli smottamenti – spiega Volkmar Mair, geologo della Provincia autonoma di Bolzano – ma non c’è da sorprendersi: negli ultimi tempi ci sono stati numerosi episodi analoghi in tutto l’arco alpino ed il fenomeno non riguarda solo le Dolomiti». L’ultimo evento infatti solo una settimana fa quando sono stati ben 80mila i metri cubi di roccia che si sono distaccati dalle montagne sopra Parcines, in Val Venosta, dalla parte opposta quindi, ossia l’area occidentale della provincia di Bolzano.

Per restare nel territorio dolomitico, giusto un anno fa il crollo di una delle torri del Sassopiatto (2.600 metri di quota), a pochi chilometri in linea d’aria dalle frane dell’altro ieri, mentre il più grosso crollo di materiale risale all’ottobre del 2007, con oltre 60mila metri cubi di roccia caduti a valle da Cima Una (2.598 metri), nelle Dolomiti di Sesto Pusteria. L’intera vallata era stata avvolta da una fitta nuvola di polvere: anche allora nessun ferito ma molta paura. «Colpa del caldo» era stato il verdetto dei tecnici che a suo tempo avevano effettuato il sopralluogo; questa volta il maggior imputato sembra essere invece la pioggia.

«Il forte maltempo e le piogge torrenziali di questi ultimi giorni – è il parere dei residenti e degli operatori turistici – hanno probabilmente innescato i franamenti a valle dei detriti depositatisi col tempo nei canaloni». La zona – visto il periodo estivo – è in queste settimane particolarmente frequentata da turisti tanto che gli esercizi alberghieri segnano il tutto esaurito. Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio le regioni di provenienza italiane mentre Austria e Germania le nazioni dalle quali i vacanzieri si spostano in Alto Adige nei periodi caldi.

PAOLA MALCOTTI
BOLZANO da lastampa.it

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