Crociere in crisi dopo 15 anni di crescita

Dopo 15 anni di crescita, crociere in crisi
Patane’: per invertire tendenza meno navigazione, piu’ escursioni

Il mercato delle crociere, che ha galoppato per 15 anni, comincia a dare i primi segnali di stanchezza: quest’anno la crescita è stata limitata o c’é stata addirittura una decrescita: a sostenerlo è un esperto del mondo dei viaggi, Luca Patané, vicepresidente di Federviaggio, la Federazione del turismo organizzato aderente a Confcommercio e presidente del gruppo Uvet, che possiede oltre 900 agenzie di viaggi in Italia.

“Le maggiori compagnie, da Royal a Msc a Costa, hanno registrato una crescita limitata o addirittura una decrescita – spiega Patané – i motivi possono essere più d’uno: dal riflesso della crisi ad una certa stanchezza del mercato”. Per uscirne gli operatori del settore stanno già stanno mettendo in campo alcune ricette: fondamentalmente si punta a crociere più brevi a prezzi più bassi.

“Si punta a meno giornate di navigazione e a un numero maggiore di escursioni”, prosegue Patané. Quanto all’andamento generale del turismo, il vicepresidente di Federviaggio spiega: quest’anno sono arrivati in Italia molti stranieri, anche grazie alla crisi del Nord Africa. L’industria alberghiera ha dunque registrato numeri positivi. C’é poi la faccia opposta della medaglia, ovvero l’outgoing. Questo segmento è invece andato malissimo. Anche per le agenzie di viaggio gli affari non sono andati, ma meno male rispetto agli operatori dell’outgoing perché hanno comprato servizi e pacchetti low cost che hanno rivenduto ai clienti. Patané non è però un imprenditore che ama piangersi addosso né chiedere aiuto alla politica.

“Bisogna lavorare di più, ci sono opportunità importanti anche durante le crisi. E’ come allenare un squadra che deve vincere il campionato anche se i giocatori non sono più giovanissimi: bisogna imparare a sopravvivere con le forze che abbiamo”, dice. E dunque niente appelli alla politica. “Sono cresciuto in anni in cui il turismo segnava il +10% l’ìanno. Ora il mercato è maturo, vince chi investe e si innova. Insomma – conclude – vince chi lavora di più”. Sulla crisi delle crociere, la voce di Patané non è isolata: sul tema è intervenuto anche Stefano Landi, presidente di SL&A turismo e territorio, società di consulenza in tema di turismo.

“Tutte le curve si smorzano, mostrando il rischio di una fase di maturità – commenta Landi – mentre la cantieristica navale registra cali assoluti, sia di fatturato che si occupazione. Inoltre le crociere dimostrano di essere un comparto economicamente ‘chiuso’ e poco connesso con il turismo: solo il 3,8% dell’impatto economico complessivo beneficia gli alberghi e i ristoranti, il 6,2% il commercio, il 13,4% i trasporti. E’ quindi venuto il momento di integrare il fenomeno crocieristico al sistema turistico nazionale, per rafforzare sia il primo che il secondo”.

da Ansa.it

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