Crociere crollano le prenotazioni e le compagnie bloccano la pubblicità

Crociere, prenotazioni in picchiata
“Ma nel lungo periodo ripartiranno”

Le compagnie delle love boat hanno sospeso le campagne pubblicitarie e di marketing dopo la tragedia della Costa Concordia. Non solo Costa e la capogruppo Carnival, ma anche le altre società concorrenti.

Sulle plance di comando dei colossi della vacanza sul mare si guarda al futuro. Lo sforzo principale, adesso, è cercare di leggere nella e di cercare di capire quali potranno essere gli effetti del naufragio del Giglio sui rendimenti del comparto. Una prima lettura arriva da Royal Caribbean, il secondo player mondiale del settore dopo Carnival, nell’ambito della relazione sui risultati del 2011 (utile netto di 607,4 milioni di dollari contro i 515,7 milioni del 2010).

«Le prenotazione alla fine del 2011 erano positive e lasciavano presagire un ottimo inizio di stagione. Nelle due settimane antecedenti la tragedia, erano maggiori del 5%, in media, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e a prezzi più alti» ha detto Richard D. Fain, presidente e ceo di Royal Caribbean Cruises Ltd. Poi, il naufragio della Costa Concordia. «È molto difficile valutare l’impatto che avrà l’incidente sui nostri ricavi. È stato oggetto di ampia copertura mediatica e di attenzione a livello mondiale. Inoltre, abbiamo ridotto le nostre attività di marketing così come hanno fatto la maggior parte delle linee di crociera e agenzie viaggi. Riteniamo che la maggior parte degli osservatori e potenziali ospiti capiscano che fare una crociera è sicuro e che questo incidente è risultato essere un’anomalia molto rara in una vacanza altrimenti assolutamente sicura. Ma nel breve periodo ciò avrà un significativo impatto sulle nostre prenotazioni» ha spiegato Fain.

«Abbiamo notato che non vi sono stati cambiamenti significatici nelle attività di cancellazione che sono rimaste entro i normali livelli. Tuttavia la nuova attività di prenotazione ne ha risentito – ha continuato il manager -. I volumi complessivi di prenotazione dal Nord America sono crollati a percentuali molto basse rispetto allo stesso periodo dello scorso anno nelle ultime settimane. In Europa dove la copertura mediatica è stata ancora più ampia, il declino è stato ben maggiore, anche se i risultati differiscono in base al Paese. Nel complesso, gli altri mercati della società, tra cui Asia/Pacifico e America Latina hanno avuto invece lievi diminuzioni». In particolare, il calo di prenotazioni c’è stato sulle partenze di primavera ed estate, mentre – valuta il ceo di Royal – «possono essere considerate positive le prenotazioni a più lungo termine». E ancora: l’impatto del «caso Concordia» è maggiore per i croceristi che si imbarcano per la prima volta rispetto a quelli che ne hanno già fatto esperienza.

Le previsioni? Royal prevede un miglioramento dei rendimenti nel 2012. «Le prenotazioni hanno cominciato a recuperare, specialmente in Nord America. Siamo ancora in pista per raggiungere le nostre proiezioni originarie, ma vi è un alto grado di incertezza – ha riferito Brian J. Rice, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario di Royal -. Abbiamo chiaramente perso il nostro momento positivo nel breve termine. Fortunatamente avevamo molte prenotazioni prima della tragedia e in definitiva, dunque, crediamo che non vi sarà alcun significativo impatto a lungo termine del caso Concordia sui nostri affari”.

FABIO POZZO da lastampa.it

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