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Croazia : navigare senza lista equipaggio

Nautica e turismo, addio alla lista equipaggio per navigare in Croazia
Sparisce a cascata il famoso coefficiente 2,3 sul numero delle persone a bordo Rimangono la tassa di navigazione e la dichiarazione di entrata e uscita dal Paese

di Andrea Marsanich

croazia_iva_turismoDal primo luglio, data d’ingresso della Croazia nell’ Unione europea, sono previste novità per i diportisti stranieri, quelli che amano le acque croate dell’Adriatico. Secondo quanto confermato da Darko Glazar, responsabile della Capitaneria di porto di Fiume, gli armatori d’oltreconfine pagheranno sì la tassa di navigazione ma viene abolito il rilascio del bollino.

Quest’ultimo, trattato alla stregua di permesso di navigazione, aveva una durata di 12 mesi e dovevano dotarsene tutti coloro la cui imbarcazione era lunga più di 2 metri e mezzo.

Dal ministero della Marineria, Trasporti e Infrastrutture non è giunta alcuna informazione su un eventuale aumento del costo del balzello per la navigazione, che andrà da un minimo di 43 a un massimo di 366 euro all’anno.

Resta anche l’agevolazione per i cosiddetti fedelissimi: i diportisti che torneranno l’anno prossimo nelle acque istriane, quarnerine e dalmate potranno beneficiare di uno sconto del 10 per cento, riduzione che può arrivare fino al 50 per cento.

La tassa andrà versata nelle varie Capitanerie di porto, oppure nelle sedi distaccate, mentre anni fa il pagamento avveniva nei porticcioli turistici.

Dal primo luglio ci sarà una seccatura in meno per i diportisti e riguarderà la notifica della lista passeggeri, finora obbligatoria per i natanti di lunghezza superiore ai 2 metri e mezzo.

La pratica viene eliminata, dopo che negli ultimi anni gli armatori dovevano arrovellarsi con il famoso coefficiente 2,3. Infatti, se si notificavano 10 passeggeri, nel corso di un anno si potevano avere a bordo della propria imbarcazione 23 persone diverse, numero che non comprendeva i bambini “under 12”.

Lo scopo della notifica della liste dell’equipaggio era di eliminare o ridurre un fenomeno che negli ultimi anni aveva preso piede nelle acque croate, ovvero i viaggi charter abusivi. Grazie a queste liste e soprattutto ai controlli a tappeto (e alle multe da capogiro), i viaggi charter in nero sarebbero spariti o quasi.

Nessuna novità invece per la tassa di soggiorno, che dovrà essere pagata nelle Capitanerie di porto. Come detto l’ ammontare del balzello dipende dalla lunghezza dell’imbarcazione e naturalmente dalla durata del soggiorno. Si va da un esborso minimo di circa 19,75 euro a un massimo di 223,8 euro.

Un paio di esempi: l’imposta per gli scafi da 5 a 9 metri e per un soggiorno di non più otto giorni è di 150 kune, circa 19 euro e 75 centesimi. Per un anno si devono versare invece 1000 kune, che al cambio fanno 131,6 euro.

I titolari delle barche da 9 a 12 metri hanno l’ obbligo di pagare da un minimo di 200 a un massimo di 1100 kune (da 26,3 a 144,8 euro). Per i cabinati da 12 a 15 il tariffario prevede un minimo di 300 (39,5 euro) e un massimo di 1300 kune (171 euro).

Da 15 a 20 metri si debbono scucire da 400 (52,66) a 1500 kune (197,5 euro). Oltre i 20 metri si parte da 600 (79) e si finisce a 1700 kune (223,8 euro).

Va poi detto che non subentrerà alcuna modifica alla prassi finora in vigore, che prevede (da parte del proprietario dell’ imbarcazione) la notifica all’ atto d’ingresso nelle acque croate, pratica da sbrigare anche questa nelle Capitanerie. La stessa procedura va ripetuta prima di uscire dalla Croazia.

«Confermo che le notifiche in entrata e uscita dalle nostre acque – così il capitano Glazar – resterà in vigore fino a quanto la Croazia non entrerà nello spazio Schengen. Da quel momento, le notifiche non saranno più necessarie».

da ilpiccolo.gelocal.it

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