Crisi Turismo a Londra per Influenza da Suini

Proprio quando avevano iniziato a sperare in un po’ di luce al fondo del tunnel della crisi economica, le linee aeree, i tour operator ed i gruppi alberghieri rischiano nuovamente di trovarsi sul lastrico, questa volta a causa dell’epidemia da influenza da suini.

londra_suiniL’intero settore turistico oggi è stato infatti pesantemente punito alla borsa di Londra come altrove, confermando le previsioni degli analisti. In una nota diffusa ai suoi clienti, la banca d’investimento britannica Evolution Securities stamane aveva avvertito che l’epidemia poteva rivelarsi “disastrosa per l’industria delle crociere, per quella alberghiera e per le linee aeree”. La previsione fatta dalla banca si è rivelata corretta: a metà pomeriggio al Ftse, British Airways aveva perso quasi il 9%, il tour operator Thomas Cook il 5% ed il gruppo Tui di cui è parte il 3%.

Nonostante l’avvertimento diffuso dalla commissaria europea per la Sanità Androulla Vassiliou di evitare i viaggi verso le aree colpite dall’epidemia, Thomas Cook e Tui – per i quali il Messico rappresenta soltanto tra il 2 ed il 3% della loro offerta totale di viaggi e pacchetti vacanze – hanno dichiarato che non intendono per ora sospendere i loro programmi nel Paese, visto che nessun caso di influenza si è per ora verificato nelle aree di maggio affluenza turistica come Cancun. I tour operator hanno comunque sottolineato che continueranno a rivedere la situazione e potrebbero fare marcia indietro.

Tornando alle Borse, tra i gruppi più colpiti è stato l’operatore di crociere Carnival che ha perso circa l’8%: Cancun é uno dei luoghi di transito più comuni e circa il 70% delle crociere in partenza dagli Usa prevede almeno una notte di permanenza nella località turistica. A perdere punti sono stati anche il gruppo alberghiero Intercontinental ed il francese Accor.londra_suini1

Alla sede dell’ente messicano per il turismo di Londra intanto, le telefonate continuano ad arrivare: centinaia di persone che avevano prenotato una vacanza nel Paese stanno ora valutando se cancellare le loro prenotazioni. I dipendenti dell’ente, riporta oggi il Guardian, cercano di rassicurare: il turismo messicano era già in cattive acque prima – in parte per via della crisi economica, ma anche per via della guerra ai cartelli della droga che negli ultimi due anni ha fatto 8.000 vittime – ed un’epidemia di influenza potenzialmente letale era l’ultima cosa che ci voleva.

“Abbiamo detto a chi ci chiamava che Città del Messico, dove è scoppiata l’epidemia, è molto lontana da Cancun. La gente non conosce la geografia del luogo, non realizzano quanto sono grandi le distanze e quando lo sanno si sentono rassicurati”, ha detto al quotidiano Lupita Ayala, una delle dipendenti.

da  SWISSINFO