Cracovia e il mercatino di Natale

Cracovia, il Natale è qui
La piazza principale della città polacca ospita uno dei più apprezzati mercatini d’Europa, con turisti e visitatori da ogni parte del vecchio continente. Occasione per scoprire un centro storico dove antico e contemporaneo si mescolano piacevolmente

di Cecilia Scaldaferri

cracovia_mercatinoCittà dinamica e pulsante, con un passato glorioso e un presente estremamente vivace, Cracovia a dicembre si trasforma nella destinazione preferita delle shopping victim di mezza Europa, grazie al mercatino natalizio che in questo periodo occupa festosamente Rynek G³owny, la Piazza del Mercato più grande del Vecchio Continente.

Qui, vagando da un banchetto all’altro, accompagnati dai profumi delle specialità tipiche polacche e riscaldati da una tazza di grzaniec, il caratteristico vin brulé, si possono trovare decine di idee regalo originali ed estremamente convenienti, dagli addobbi natalizi, all’artigianato in legno, lana e pelle, fino agli indumenti in folta pelliccia. Percorsa incessantemente da moltitudini di giovani che accorrono da tutto il paese per frequentare l’Università Jagellonica, una fra le più antiche al mondo, Cracovia ha ritrovato lo smalto di un tempo, recuperando gli anni perduti dietro la cortina di ferro.

Con un patrimonio artistico d’eccezione – dalla Chiesa di Santa Maria con il magnifico altare maggiore alla Cattedrale nel Castello di Wavel, fino al Museo Czartoryski, dove è esposta La dama con l’e rmellino di Leonardo da Vinci – e una scena culturale fra le più ricche della Polonia, questa città di poco più di 750mila abitanti è riuscita a trovare il giusto equilibrio fra antico e moderno, creando un mix estremamente piacevole, che si rivela nella Città Vecchia, Stare Miasto, attorno alla quale si dipanano stradine caratteristiche piene di gallerie, localini e piccole librerie. Ecco così ristoranti trendy, dai colori accesi e il design accattivante, condividere il marciapiede con mense comuniste ancora funzionanti, i cosiddetti bar mleczny, dove per pochi zloty è possibile mangiare le specialità nazionali, dagli onnipresenti pierogy (tipici ravioloni ripieni, disponibili sia nella versione salata – con carne, crauti, cipolla o formaggio – che in quella dolce con frutta) alle decine di zuppe, il tutto ben esposto su un gigantesco menu attaccato alla parete, rigorosamente in polacco.

Gli interni tipicamente anni ’70, con tavolini e sedie in formica dai colori pastello, insieme alle matrone dietro il bancone, creano una piacevolecracovia_mercatino1sensazione retrò, che neanche l’incertezza sull’o rdinazione e la barriera linguistica riescono a dissipare. Non sono da meno la moltitudine di piccoli negozi e ristorantini che sono sorti in tutta la zona centrale, uno fra tutti il caffè libreria Bona, dal nome dell’anticonformista regina polacca Bona Sforza, figlia di Isabella d’Aragona e di Gian Galeazzo Sforza, passata alla storia per le sue spiccate doti intellettive e di governo, nonché per i suoi amanti. Un’anima dalle mille sfaccettature che si rispecchia pienamente in questo angolo accogliente, nel quale libri (molti anche tradotti in inglese e alcuni addirittura in italiano) di letteratura, storia, arte, fotografia si mescolano con torte, cappuccini e cioccolate calde, a due passi dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

A sud della Città Vecchia riposa l’antico quartiere di Kazimierz, fulcro della comunità ebraica prima che venisse deportata in massa nei campi di sterminio non lontano da Cracovia. Di quella presenza restano oggi poco più di un centinaio di persone, due antichi cimiteri e alcune sinagoghe, in parte convertite a musei. Negli ultimi anni una ventata di rinnovamento lo ha reso un quartiere multiculturale molto vivace nel quale si intrecciano studenti, artisti squattrinati e turisti, un mix riscontrabile nel mercato domenicale che si svolge a Plac Nowy, nella Piazza Nuova, dove montagne di scarpe, utensili usati e merletti della nonna fanno da contraltare a banchetti ricoperti di pellicce di visone ed ermellino. Non può mancare una visita a Nowa Huta, la cittadina, ormai completamente inglobata nel tessuto urbano, costruita dai comunisti nell’immediato dopoguerra attorno ad una enorme acciaieria per ‘annacquare’ l’anima borghese ed intellettuale di Cracovia.

Ciceroni d’eccezione in questa selva di palazzoni grigi sono i ragazzi di Crazy Guides, un’agenzia turistica molto particolare, specializzata in viaggi indietro nel tempo negli anni della cortina di ferro. Dotati di vecchi esemplari di auto d’epoca, questi giovani under30 raccontano di un mondo che non c’è più, passeggiando nella Piazza Centrale, oggi ribattezzata Piazza Ronald Reagan.

da LA REPUBBLICA

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