Cosenza – Catanzaro : l’acquedotto che crea frane e smottamenti video

La storia dell’acquedotto «inutile» che fa franare le montagne
L’opera nata per garantire l’acqua all’industria del vetro (mai sorta) è stata riconvertita. Con scarso successo

In seguito ai lavori per l’acquedotto le frane si ripetono periodicamente. Per ben due volte crolla la linea ferroviaria che collega Catanzaro a Cosenza. La tratta è attiva quando a un certo punto i binari scompaiono, inghiottiti dal terreno. Appena l’inverno scorso, un’alluvione provoca l’ennesimo smottamento e le condotte saltano per aria.

L’acqua addotta dal fiume scivola a valle trascinando con sé detriti e fango. Si chiudono le condotte per lavori.

«Non solo le imprese qui non hanno impianti a esse destinati ma anche la città di Cosenza resta spessissimo senz’acqua» lamenta Stefania Frasca, direttore del Consorzio per lo sviluppo dell’aria industriale. I pochi imprenditori che qui sono riusciti a sopravvivere, infatti, hanno dovuto provvedere da sé.

Così, nonostante un acquedotto costato miliardi che si trova a un paio di chilometri, ognuno ha costruito di propria tasca dei pozzi artesiani per attingere l’acqua di cui ha bisogno. Esattamente come facevano trent’anni fa. Prima che qualcuno tracciasse su un pezzo di carta un’opera del genere.

Antonio Crispino

da CORRIERE.IT

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