Cosa regalare ai bimbi a Santa Lucia consigli

Consigli per grandi sui doni di Santa Lucia
Gli ingredienti giusti: sorpresa, solidarietà, allegria e condivisione

Meno male che arriva dicembre, il mese della tradizione e della magia. Meno male che arriva il giorno di Santa Lucia, che tutti gli adulti preparano per leggere negli occhi dei bambini l’attesa, la sorpresa, la gioia, l’euforia. E che i bambini attendono e vivono per godere ancora più intensamente di tante cose che mamma e papà, speriamo, doneranno loro tutto l’anno perché possano crescere sereni. Ecco alcuni degli ingredienti di un giorno di Santa Lucia «ben riuscito».
Tanta attesa: molto tempo condiviso tra grandi e piccini per parlare, sognare, scrivere, leggere, andare alla ricerca delle cose più belle.
Un bel pezzo di sorpresa: nulla arrivi scontato e anche per i più grandi la festa non diventi un supermercato del giocattolo.
Solidarietà: ci sia qualcosa per tutti, anche per il compagno di scuola più in difficoltà.
Condivisione: il gioco sia un modo per stare insieme ai fratelli, agli amici, a mamma e papà.
Un bel sacco di allegria: le frustrazioni (quelle dei grandi) non devono contagiare i momenti di gioia.
Un pizzico di pazienza: di sicuro per gli adulti è difficile conciliare la vita ordinaria con l’eccitazione di questo giorno.
Spruzzatine di magia: rafforzare in ogni modo la fiducia nell’arrivo di qualche cosa di buono e gratuito.
Cuocere al fuoco lento della famiglia: anche il dono più costoso e alla moda può essere un antidoto al consumismo se ci si sente parte di un gruppo capace di comprensione e aiuto.
Mescolare in continuazione: che non si smetta mai di allenare la fantasia e la creatività.

Meno male che ci sono ancora questi momenti dei bambini che ci permettono di ricordare che cosa ogni adulto dovrebbe chiedere alla Santa per tutto il suo anno di vita emozionale. Che variabili sociali e dei singoli possono portare a occultare e dimenticare. Non esiste capacità di costruire senza sapere attendere: tutto e subito, purtroppo, è la parola d’ordine della frenesia con cui viviamo. Che ci priva di «avvento» e di tranquillità. Non esiste gioia senza capacità di stupirsi, senza un po’ di quella innocenza che aiuta a costruire la fiducia in sé e nelle relazioni con gli altri – in un mondo sempre più monoporzione e usa e getta – . Non esistono famiglia e comunità senza solidarietà. E il qualunquismo imperante non fa altro che peggiorare ogni aspetto di questa crisi. Non esiste vita interiore senza condivisione affettiva. E non esiste futuro senza allegria e magia, senza un pò di spensieratezza che allena ogni forma di creatività.

Non esiste vita senza la costruzione di una famiglia, cellula della società e culla della nascita di ogni individuo, campo di sperimentazione dell’esistenza, base d’appoggio esterna e interiore da cui trarre la forza per volare via. Meno male che oggi possiamo parlare di queste cose che domani qualcuno giudicherebbe meno importanti delle notizie sulla crisi, il fisco, la politica, le tasse. Meno male che Santa Lucia non si arrende, non desiste, torna a trovare anche noi adulti e dà a tutti un po’ di fiducia. Lo fa parlando al cuore e non dimenticandoselo mai.

Romana Caruso da corriere.it

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