Coppia trevigiana truffata via web : casa vacanze in Cadore non esiste

Casa vacanze prenotata online, coppia scopre la truffa quando arriva in Cadore
I coniugi trevigiani si presentano a San Vito per le due settimane già pagate col bonifico via web, ma l’appartamento non esiste

di Nicola Cendron

Attendevano le ferie per potersi finalmente godere qualche giornata di relax in montagna e per sciare sulle piste innevate delle Dolomiti. Una coppia di trevigiani, marito e moglie, ha avuto però una bruttissima sorpresa e la vacanza tanto attesa si è trasformata in un incubo. Il motivo? L’appartamento prenotato on-line semplicemente non esisteva e dunque i soldi spesi per la prenotazione si sono volatilizzati nel nulla. Addio vacanza, addio risparmi, è rimasta solo la rabbia. Tanta.

La coppia è caduta in uno dei classici trappoloni di cui il web è infestato. I coniugi trevigiani si erano mobilitati qualche mese fa per setacciare internet a caccia dell’affare. Per loro sfortuna sono capitati in un portale truffaldino, peraltro del tutto simile a un sito che offre invece vere opportunità. Il sito proponeva a prezzo stracciato l’affitto di un’abitazione a San Vito di Cadore, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, poco distante da Cortina.

Convinti dal prezzo più che conveniente (800 euro per due settimane) gli incauti trevigiani hanno subito inviato (con accredito alla postepay dell’ignoto locatario) il denaro richiesto per la prenotazione, ovvero la metà dell’importo complessivo. A quel punto non restava che aspettare il periodo di vacanza. Che è giunto qualche settimana fa con il doloroso epilogo della vicenda.

Fatti i bagagli e partiti verso la destinazione di montagna, marito e moglie hanno scoperto che l’alloggio in cui avrebbero dovuto soggiornare non esisteva e tantomeno c’erano prenotazioni a loro nome in appartamenti attigui o comunque della zona. Dopo aver fatto tutte le verifiche del caso ai coniugi non è rimasto che smaltire la rabbia e tornare mestamente verso Treviso.

Sull’episodio indaga ora la polizia postale: attraverso la documentazione raccolta dai coniugi, gli accertamenti di tipo telematico e l’analisi del sito clone, gli investigatori cercheranno di dare un nome e un volto al truffatore che probabilmente lavora dall’estero affidandosi appunto a questi stratagemmi creati ad arte. Casi come questo sarebbero sempre più diffusi e non soltanto nella Marca. A far cadere nella trappola gli internauti a caccia di vacanze a prezzo di saldo, è in genere la scarsa conoscenza del mezzo telematico e un chiaro difetto di prudenza nello stringere contatti con interlocutori sconosciuti, oltre alla fretta di voler concludere l’affare per evitare che altri possano strappare l’offerta migliore all’ultimo momento.

da gazzettino.it

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