Il relitto della Concordia ed il turismo all’isola del Giglio

E il luogo del relitto fa ricco il turismo
La carcassa doveva essere una condanna: è stata una fortuna

di Francesca Gallacci

Costa-Concordia-foto-dopo-tre-giorni-15Via Umberto I, all’isola del Giglio, si trova di fronte al porto, ed è stata ribattezzata la «strada della Concordia». Non per alludere all’armonia che la anima, ma al nugolo di persone che sosta qua quotidianamente, attratta dalla nave: i turisti che sbarcano per vederla prima che venga raddrizzata, i giornalisti che raccontano i dettagli sull’attività per la rimozione, e gli addetti che lavorano per posizionare in verticale il relitto.

Chi sbarca, prima di fare sosta altrove, si ferma in via Umberto I. Poi, se proprio ne ha voglia, raggiunge la salita dell’Arenella per un’occhiata della nave dall’alto, ma solo dopo aver scattato foto e mangiato qualcosa nei ristoranti della zona.

«Ottimo pasto con vista Concordia» è il titolo di alcune recensioni ai locali isolani su Tripadvisor, come se la carcassa esercitasse il richiamo di una Disneyworld inabissata, un’attrazione che da sola vale il viaggio. «In questi giorni, per il raddrizzamento della nave, siamo pieni» racconta Giuseppe Modesti, marito di Maria, ristoratrice e albergattrice del Giglio, e tra i primi ad aver immortalato la Concordia dopo il disastro, in una foto che ha fatto il giro del mondo. «Sta arrivando gente da ovunque, tra addetti ai lavori e giornalisti, e c’è pure qualcuno che sta montando le tende per passare la notte».

L’isola è animata, gli alberghi pieni, e i ristoranti davanti al porto in fibrillazione. «Non possiamo rispondere alle domande dei giornalisti – si giustifica un altro ristoratore – in questo momento abbiamo 100 persone a sedere».

Il flusso che ha investito l’isola è la ciliegina sulla torta di un’«ottima» stagione: «Basta pensare che nel mese di agosto – racconta Modesti – in una sola giornata, ci sono stati più di 50 accostamenti al porto da parte di imbarcazioni. L’isola è piccola, e per noi è un vero record».

E poi ci sono le imbarcazioni veloci dei privati che portano i turisti al Giglio partendo da Santo Stefano e Castiglione, «un via vai continuo, perché c’è chi ha intravisto la possibilità di fare business sull’interesse crescente nei confronti della nave».

Ma non ci sono solo turisti sull’isola: l’albergo «da Ruggero» ospita da gennaio 2012 chi lavora alla rimozione del relitto. E lo stesso fanno anche due alberghi di Giglio Porto e i proprietari di diversi appartamenti.

La Concordia infatti ha portato sull’isola anche 430 lavoratori, quasi un terzo dei 1500 residenti, impegnati sette giorni su sette a rimuovere il relitto. Di questi 230 vivono in mare, negli alloggi della nave Pioneeer, una specie di paese satellite in mezzo alle onde, su vari rimorchiatori, e su due piattaforme. Gli altri invece stanno a terra, «ormai sono naturalizzati gigliesi» scherza un negoziante. E a terra, proprio come i gigliesi, mangiano e dormono, portando risorse agli esercenti della zona.

Una manna che va ad aggiungersi a quella dei turisti, e un dato confortante dopo i numeri dello scorso anno. Il secondo semestre del 2012 aveva infatti fatto registrare un calo di arrivi del 4,7%, e una diminuzione della permanenza media del 9,4%. Un effetto della tragedia, avevano detto in molti, anche se questa stagione sembra smentirli: il relitto è ancora in bella vista, ma la musica è decisamente cambiata.

«Il calo passato è colpa del naufragio? Non saprei – ragiona un’albergatrice la cui attività è lontana dal porto, in una delle aree più colpite dal fenomeno lo scorso anno. – Forse è più la crisi che c’ha messo lo zampino». E quest’anno come va? «Non mi lamento, agosto è andato bene anche da noi. Anche se la via della Concordia è tutta un’altra cosa».

da ilgiornale.it

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