Concessioni spiagge prorogate di 5 anni fino al 2020

Spiagge, via libera alla mini-proroga di cinque anni per le concessioni
Parere favorevole delle commissioni Bilancio e Industria del Senato: l’asta slitta così dal 2015 al 2020
Ultimi ritocchi al decreto sviluppo: bocciata la modifica dei Monti-bond a favore di Monte dei Paschi di Siena

Sarà mini, ma ci sarà, la proroga delle concessioni demaniali marittime, in una parola delle concessioni delle spiagge. Nella discussione sul decreto sviluppo al Senato, il governo è stato battuto in Commissione Industria, dove è passata la proroga di 5 anni, dal 2015 al 2020, suggerita dalla Commissione Bilancio. Un netto abbattimento rispetto ai 30 anni richiesti in precedenza dai relatori al provvedimento, ma comunque sufficiente a lasciare a bocca asciutta l’esecutivo, sin dall’inizio contrario ad ogni slittamento.

Di fronte al nodo spiagge, il governo ha dovuto infatti in questi giorni tenere necessariamente conto anche del parere della Commissione europea, contraria alla proroga a favore di un’asta pubblica. E come estremo tentativo, potrà tentare di rientrare sulla questione solo con il maxiemendamento atteso per domattina, prima del voto di fiducia sul provvedimento oggi incardinato in Aula, dopo la chiusura definitiva dell’esame in Commissione.

In una nottata passata a votare gli emendamenti, i senatori hanno approvato anche altre novità, anche se la più inattesa è in realtà il mantenimento del tetto di 500 milioni per le opere infrastrutturali destinatarie del credito d’imposta. Nonostante il parere favorevole del ministero delle Infrastrutture ad un abbassamento del tetto a 100 milioni di euro, promosso anche da Pd e Pdl, ha alla fine prevalso quella che il sottosegretario Guido Improta ha definito la via «prudente» del Tesoro, che non ha ammesso alcuna variazione rispetto al testo originale del decreto.

Le stesse agevolazioni fiscali previste per le opere strategiche arriveranno però per le reti Ngn, ovvero per i progetti di sviluppo di banda ultralarga questa volta di importo inferiore ai 500 milioni e portati avanti in collaborazione con la Cassa Depositi e Prestiti.

Entro la fine dell’anno, hanno disposto ancora i senatori, il governo dovrà inoltre definire un piano strategico per il turismo, mentre nei primi mesi del 2013, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità, il ministero dell’Economia dovrà far ripartire la vendita degli immobili degli enti previdenziali pubblici (Inps, Inail, Inpdap) e privati (Enasarco, Enpam, Casse professionali, Enpaia), ma a prezzi «sostenibili» per le famiglie. Norma che ha trovato immediatamente il plauso del Sunia, il sindacato degli inquilini, ma che ha scatenato la polemica dei diretti interessati, contrari ad una «svendita forzosa» che porterà a «conseguenze disastrose».

Problemi in vista, infine, per Mps. La Commissione Bilancio ha infatti bocciato le proposte di modifica dei Monti-bond a favore del gruppo senese, lasciando quindi inalterati tempi e modalità di pagamento a tutto svantaggio della banca.

da lastampa.it

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