Concerto del Primo Maggio a San Giovanni: foto e video

di | Maggio 2, 2011

CONCERTONE DEL 1° MAGGIO

Disegni, simboli, palloncini colorati, dichiarazioni d’amore. Ma anche tanti messaggi politici: bandiere della pace, striscioni contro la guerra, cartelloni contro il governo Berlusconi, ma soprattutto tanti no al nucleare e tanti sì ai referendum di giugno. La battaglia referendaria appare un pò il simbolo di questo Concertone del primo maggio dedicato al lavoro come sempre, ma anche all’Unità d’Italia e sono stati tanti gli artisti saliti sul palco proprio con le magliette contro il nucleare. Una piazza stracolma quella che assiste alla kermesse a San Giovanni. Gli organizzatori non si sbilanciano sulle cifre per il momento, ma assicurano che la partecipazione è sicuramente superiore a quella dell’anno scorso e va oltre ogni aspettativa. Sarebbero 300 mila persone, secondo quanto si apprende. Una piazza piena di colori: zaini, occhiali da sole, cappellini. Appassionati da tutti gli angoli del Paese affollano l’area. Spiccano tanti ragazzi delle associazioni cattoliche che hanno preso parte stamattina alla beatificazione di papa Wojtyla, in una sorta di unione spirituale tra le due piazze. Un’ovazione della piazza si è registrata quando i Modena City Ramblers hanno intonato la loro versione rock di ‘Bella ciaò, ma questo era quasi scontato. Più singolare è stato vedere ballare e saltare la gente sulle note dell’Inno di Mameli, con il quale Eugenio Finardi ha aperto il concerto. E continua ad affluire gente nella piazza in attesa della parte finale che vedrà esibirsi tutti i big. Gli organizzatori stimano che il momento di maggiore afflusso si avrà intorno alle 22 quando si esibiranno Lucio Dalla e Francesco De Gregori. «Si sta avverando la nostra previsione secondo cui questa piazza si sarebbe completamente riempita – ha detto l’organizzatore Marco Godano -. Già dalle 15 era quasi piena e la gente arrivava fino a viale Carlo Felice». Godano ha aggiunto di essere particolarmente colpito dalla gente che «saltava e ballava alle note dell’Inno di Mameli eseguito da Eugenio Finardi. Una scena che ho visto raramente in passato. Quello della patria, che è uno delle parole simbolo di questa manifestazione insieme a storia e lavoro, era uno dei temi più delicati». Godano ha quindi parlato di un «Neri Marcorè formidabile». Il conduttore è riuscito ad infiammare la piazza citando la lotta per il lavoro e soprattutto con i suoi pezzi satirici, a partire dalla canzone ‘Immunita« dedicata al premier per proseguire con le interpretazioni di Antonio Di Pietro e di Pier Ferdinando Casini.

A surriscaldare il clima del back-stage, invece, la polemica sulla liberatoria fatta firmare dagli organizzatori agli artisti, nella quale si chiede di non parlare dei quesiti referendari e di non fornire indicazioni di voto per le amministrative. Secondo Erriquez, leader di Bandabardò, si tratta di una forma di censura, mentre Ascanio Celestini parla di »una forma di autolimitazione e di distrazione delle masse«. Attaccano il contenuto della liberatoria anche il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, presente nel back-stage, e il comitato per il sì al referendum contro il nucleare. Gli organizzatori si difendono, spiegando che »questo tipo di liberatoria è richiesta dalla Rai, sulla base della legge sulla par-condicio«. »Questi artisti – spiega Godano – usano questo palco per i propri interessi e per farsi pubblicità«. 

CAMILLERI: «NOSTRA PATRIA HA LA FEBBRE» «Negli ultimi anni del fascismo l’idea di patria si era un pò abbassata ma subito dopo la libertà è tornata fuori: c’era voglia di conoscenza di ciò che eravamo, di riconoscerci negli altri». Così, nel suo contributo video lo scrittore Andrea Camilleri, al concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni. «Oggi – rileva lo scrittore – la nostra patria non sta bene, ha un pò di febbre, è malaticcia. O, per dirla come le nostre nonne, ha un pò di febbre di crescita. Quando guarirà sarà uno o due centimetri più alta. Io sono sicuro che quando questa febbre passera bisognerà rifondare l’Italia. È troppo importante, non può che essere così, e a farlo dovranno essere i giovani così come giovani erano quelli che hanno fatto il Risorgimento, perchè se la Patria non la fanno loro, chi la fa?».

SUBSONICA: «TRASFORMIAMO PIAZZA IN FLASH MOB»: «Vogliamo coinvolgere la piazza in una sorta di flash mob. Cercheremo di ipnotizzare la gente facendola sedere e poi rialzare tutta assieme come in una esplosione». Lo ha annunciato Samuel, cantante dei Subsonica, poco prima dell’esibizione sul palco del Concertone a piazza San Giovanni a Roma. «Ci piace che i nostri concerti abbiano un impatto fisico sul pubblico – ha proseguito – per smuovere la gente anche da un punto di vista sociale». I Subsonica eseguiranno brani nuovi e vecchi del loro repertorio, tra cui un paio tratti dall’album ‘Eden’ e ‘Tutti i miei sbaglì insieme all’orchestra Roma Sinfonietta. «Credo che questa piazza abbia dato una risposta inaspettata – ha aggiunto il chitarrista del gruppo, Max – la strumentalizzazione politica di certe tensioni penso che abbia scatenato una sorta di corsa alla partecipazione per una nuova Italia da ricostruire in un periodo di democrazia troppo fragile». In merito alla polemica sulla liberatoria fatta firmare agli artisti, il chitarrista ha affermato che «non abbiamo mai avuto problemi perchè facciamo parlare le nostre canzoni. Eseguiremo per esempio ‘Il diluviò che è contro una ginnastica dell’obbedienza».

BENNATO INTONA ‘ITALIANI’: Dopo aver aperto la sua esibizione con il cavallo di battaglia ‘L’isola che non c’e«, Edoardo Bennato ha intonato sul palco di San Giovanni ‘Italianì una canzone nuova, ha spiegato il cantautore, »che parla di lavoratori e voglio regalarvela perchèè una canzone di speranza per tutti voi giovani«. »Dicono di noi improvvisatori, mafiosi, santi ed aviatori/guelfi e ghibellini/terroni e padani…ma fortunatamente italiani«, questi alcuni passaggi del testo della nuova canzone di BEnnato, che poi prosegue: »Tutti un pò cialtroni ma fortunatamente italiani…

«

BARBAROSSA: «PAR-CONDICIO UNA STRONZATA»: «La par condicio è una stronzata: la musica, l’arte e le forme espressive in tutte le loro declinazioni non possono passare da questo vincolo che limita la libertà di espressione, sancita dalla Costituzione». Così il cantautore romano, Luca Barbarossa, dopo essersi esibito sul palco di San Giovanni insieme a Neri Marcorè, intonando ‘Immunita«. Da parte di Barbarossa anche una critica al nucleare: »È un tema vecchio e stravecchio: non si può iniziare a praticarlo così tardi. L’Italia – ha puntualizzato il cantautore nel backstage – non dovrebbe soprattutto farsi rifilare dalla Francia piani vecchi come il cucco. D’altronde non c’è da meravigliarsi, non riusciamo neanche a smaltire i rifiuti. Ci sentiamo in dovere oggi di difendere davanti ai giovani la Costituzione che è sotto assedio«.

PAOLO BELLI LANCIA GRUPPO EMERGENTE: Reduce dal successo dello show Ballando con le stelle che si concluso ieri sera, anche Paolo Belli torna sul palco di San Giovanni per lanciare alcuni artisti emergenti che hanno preso parte al progetto «Giovani e belli». L’artista tornando al Concertone a un anno esatto dalla sua esibizione dove aveva lanciato un appello con alcuni di questi giovani artisti che hanno preso parte al nuovo album supportati da elementi della big band di Belli. «L’obiettivo – spiega l’artista – era quello di dar voce ai nuovi autori che si confrontano con una passione. Io oggi faccio quello che sognavo fin da bambino. Nel mio piccolo ho voluto dare una chance a questi ragazzi». Il risultato sarà disponibile nei negozi di musica a partire dal 3 maggio con un cd che comprende il nuovo album composto da 12 tracce. «È il frutto – spiega Belli – di un lavoro di selezione tra 2.000 canzoni che mi sono arrivate da ogni angolo del Paese e 450 proposte». Il primo maggio è soprattutto la festa dei lavoratori, prosegue Belli, «e in un momento storico che rischia di strozzare la creatività dei giovani ho sentito questa esigenza. Il cd sarà seguito da un tour estivo». Belli che si esibirà dtra poco sul palco di San Giovanni è venuto qui con il figlio Vladic: «ha 21 anni ed è con me da quando ne aveva 8 e fu costretto ad abbandonare casa sua a Cernobyl per il rischio delle radiazioni. Non mi stancherò mai – dice il cantautore esibendo una maglietta contro il nucleare – per ribadire come oggi ci sono infiniti modi per far fruttare energia alternativa. Sono anni – ribadisce – che mi batto contro il nucleare e non mi stancherò mai di gridare il mio ‘nò a questa follia». E aggiunge «bisogna educare i nostri figli, le nuove generazioni, ad impegnarsi in tal senso: ad esempio basterebbe usare l’acqua piovana per lo scarico del bagno per compiere un piccolo e grande gesto». Belli infine rivolge un augurio di pronta guarigione all’amico Lamberto Sposini colpito da emorragia cerebrale e che ieri non ha potuto partecipare alla finale dello show di Ballando: «Ci è sembrato giusto andare avanti con la trasmissione proprio per trasmettergli la nostra energia. Stamattina ci hanno detto che sta meglio, mi piace pensare che nel nostro piccolo abbiamo contribuito».

MARCORÈ: «IN PIAZZA PER IL LAVORO SICURO»: «Siamo qui per lottare per un diritto al lavoro sicuro e giusto, perchè ogni anno non si contino tutte quelle morti bianche. E perchè l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro». Così il conduttore Neri Marcorè, ha aperto il Concertone di piazza San Giovanni ricordando che il Primo Maggio nacque a seguito della manifestazione del 1886 a Chicago per chiedere una riduzione dell’orario di lavoro, repressa dalla polizia. Marcorè ha ricordato che è «un Primo Maggio speciale perchè dedicato all’Unità d’Italia». Ha fatto cenno poi alla par condicio spiegando che «ogni volta che si sentirà parlare di centrodestra bisognerà parlare di centrodestra. Ed ogni voltà che si parlerà di piazza San Giovanni, bisognerà citare tutte le altre piazze». «È una festa che vede uniti gli italiani – ha concluso – festeggiamo e siamo felici». Marcorè, nel corso del Concertone, interpreterà la canzone «L’Immunità», rivolta al presidente del COnsiglio, e poi, per par condicio, si calerà nei panni di Antonio Di Pietro e successivamente di Pier Ferdinando Casini.

da LEGGO.IT


Rispondi